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05 marzo 2012

10 cose sul mondo della musica che porca puttana di quella zoccola non sopporto più smettete, smettete o sclero di brutto porca troia



1. Domandarsi chi sia meglio tra i Beatles e i Rolling Stones. Che domanda del cazzo sarebbe?! Ma sei rincoglionito o cosa?! E comunque, se proprio devi fare domande di merda, Rolling Stones, tutta la vita.

2. Dire che il Metal "è casino". Allora, il Metal può piacerti o no, immagino di no, bene, allora il Metal può benissimo farti schifo, ma dire che "è casino" è la più grossa cazzata che si possa sentire. Il Punk può essere casino. Ma quei dannati metallari sempre fissati con la perfetta accordatura del basso, con i giusti volumi della chitarra, con il tempo ideale della batteria in base a quanto fiato ha il cantante, ecco, di fronte a quelle frotte di perfettini ingellati, come stracazzo fai a dire che "è casino"?

3. Rifiutarsi di ascoltare un artista straniero perché "se non capisco le parole non mi può piacere". Vabbe', manco perdo tempo a insultarti, sei troppo mongoloide.

4. Inventarsi confronti idioti basati unicamente sul nome dei gruppi. Per esempio "Sono meglio i Velvet Underground o i Velvet Revolver?". Ma che cazzo c'entrano l'uno con l'altro?! Ma con cosa ti buchi, col Lip Lanolina?!

5. Difendere il buon nome dei Queen e di Freddy Mercury a costo della propria vita, perché "hanno fatto canzoni bellissime", poi però ascoltare sempre e solo quei tre cazzo di greatest hits.

6. Dichiararsi grandissimi fan dei Beatles, intendendo con "grandissimi fan" che vi siete comprati "1" dieci anni fa.

7. Sostenere che negli anni '80 il Rock non è esistito. Come dimostrano i famosissimi gruppi jazz degli anni '80 Iron Maiden, Metallica, Megadeth.

8. Mettere "We are the champions" dei Queen come sottofondo a QUALUNQUE vittoria di cui si stia parlando, ivi compresa quella del torneo condominiale di Burraco da parte del Ragionier Cinelli dell'interno 7/b.

9. (variante al punto precedente) Mettere "Money" dei Pink Floy a come sottofondo a QUALUNQUE servizio che parli di economia/costo della vita/tasse/BOT/BTP/tariffe applicate dalla puttanadituma'

10. Gli Uddùe


E chiudiamo con... "Money" dei Pink Floyd? Ma manco per il cazzo, con "Time", che, di quell'album, è decisamente molto meglio.










24 gennaio 2012

L'unico notaio buono è il notaio liberalizzato. Ma se è anche morto stiamo più tranquilli, comunque.


Figurati se non salto sull'argomento del giorno, quindi eccoci qua a parlare di liberalizzazioni.

Siccome il tema è pesantuccio, e secondo i nostri sondaggi i lettori di questo blog hanno un livello d'istruzione da seconda media (bocciati, in seconda media), intervalleremo il post con succose immagini di diciottenni maggiorate in topless.

Ho detto diciottenni? Intendevo sedicenni.
Ho detto immagini? Intendevo "parlerò dall'inizio alla fine senza mezza foto e se vuoi le fighe te le cerchi da solo sull'interswebsz".

A quanto pare Monti, o chi per lui, sta pensando di liberalizzare la professione notarile. Dove con "liberalizzare" va inteso che vorrebbe aprire l'ordine relativo ad altri 500 notai e questi qui ovviamente sono contrari perché dove andremo a finire la dignità dell'ordine sbroc sbroc si svaluta la professione sbroc sbroc sbroc 

500.

Cinquecento.

In pratica, stiamo parlando di aggiungere mediamente altri 25 notai per regione.

Ora, non so come vadano le cose a casa vostra, ma il buco di merda dimenticato da Dio e poi anche da Satana nel quale vivo conta circa 40.000 anime, e ci sono 4 notai.
Quindi, uno ogni 10.000 persone.
Ora, siccome la popolazione della mia regione è di circa 600.000 persone, la mia città rappresenta il 6% della mia regione, quindi ne consegue che, in media, la proposta di Monti porterebbe alle città come la mia, in media e arrotondando, 1 notaio in più.

UNO.

Ossia, i notai sono contrari al fatto che, invece di avere 10.000 potenziali clienti a testa come hanno oggi, ne dovranno avere in media 8.000.

Certo, un bella perdita, potreste dire voi, che li porterebbe a dover diminuire il loro standard di vita, abbassandolo a "schifosamente e scandalosamente sprofondato nella ricchezza e nelle bassezze morali a cui essa dà accesso".

Ma la verità è che questi discorsi sono tutte cazzate, perché la professione notarile non va ne' liberalizzata, ne' resa più accessibile, ne' resa più soggetta al concorrenza, ne' un cazzo di niente.

Semplicemente, i notai VANNO ABOLITI.

"Eh, ma questo non è liberale, non si può eliminare una professione per legge."

A pensarci bene, avete ragione. I notai non vanno aboliti. Va semplicemente eliminato l'obbligo di legge alle firme autenticate e a qualunque tipo di atto notarile.

Così il cittadino sarà libero di decidere se avvalersi o meno delle preziosa consulenza di un grande esperto di diritto quale sia dice sia il notaio.

Per esempio, io e te siamo d'accordo per la vendita del mio blog, io ti do il blog e tu mi paghi mille euro.
Prima della vendita, ti dimostro che il blog è libero da ipoteche, da qualunque altro tipo di carico pendente e che è esente da difetti occulti o vizi di qualunque tipo.
Quando stiamo per firmare l'uno davanti all'altro una scrittura privata in carta semplice che poi depositeremo alla Conservatoria del Registro, però, io ti faccio una grande proposta:
"Ehi, perché non facciamo invece un bell'atto notarile? Sarà in tutto e per tutto identico, e non avremo alcuna garanzia in più, e il notaio non si assumerà nessuna responsabilità, però potremo dargli altri 400 euro a testa, ficata, no?"

Cosa mi risponderesti, caro lettore?

Perché il punto è questo: un notaio non serve a un cazzo, sta lì a fare nulla e prendere soldi da te perché la Legge ti obbliga a darglieli ogni volta che devi vendere un etto delle tue feci mattutine.

Quindi, dico io, lasciamo che sia il cittadino a scegliere, così come avviene per ogni altra professione.

Per esempio, se ti senti poco bene, la Legge non ti vieta di auto diagnosticarti. Anche se io preferirei chiamare il mio medico, dargli 100 euro e sopravvivere.

Per esempio, se devi stare in giudizio, la Legge non ti vieta di difenderti da solo. Anche se io preferirei ricorrere a un avvocato, dargli 10.000 euro ed evitare la galera.

Per esempio, se il rubinetto di casa perde, la Legge non ti vieta di stringere il tubo da solo. Anche se io preferirei chiamare un idraulico, dargli 900.000 euro per un intervento di sette minuti e magari ti scopa anche la moglie.

Qual'è quindi la morale di questo post? Be', aspetta che rimetta le mani su quel bastardo del mio idraulico.
Ah, e che ovviamente nessuno andrebbe da un notaio se non fosse obbligato  a farlo.
Nemmeno quel bastardo del mio idraulico.







Ok, vai di gnocca diciottenne, ve la siete meritati:

















02 gennaio 2012

Aziende di merda #1 / La Mercedes-Benz per gli amici solo Mercedes


Buongiorno e buon anno, affezionatissimi leccaculo.

Con l'inizio di questa nuova trecentosessantacinquina (che poi realtà saranno 366, visto che il 2012 è anno bisesto => anno funesto), Satira Sciusciesca vi propone una nuova rubrica dall'indubbia utilità sociale, ossia "Aziende di merda".

No, non sto parlando della falegnameria in nero che gestite sotto casa durante i giorni di vacanza dal vostro lavoro di idraulico, ma di una utilissima guida tramite la quale, avvalendomi delle mie personali esperienze sul campo, potrò mettere in guardia voi cittadini utenti dalla mille truffe che spietate multinazionali potrebbero perpetrare ai vostri danni.
Roba che "Mi manda Raitre" mi può fare al volo una sega a due mani a tripla velocità, capito Santoro?!

La prima azienda che prendiamo in considerazione è un'insospettabile marchio dal nome rinomato, dalla lunga storia e garantito dalla proverbiale affidabilità teutonica: trattasi della celeberrima Mercedes-Benz.

"I tedeschi le auto le hanno inventate": questo, per decenni, è stato il motto di automobilisti e meccanici, estasiati nel constatare come le vettura di germanica fattura resistessero indefesse al passare degli anni, scevre di difetti di fabbrica e vizi occulti.
Ma quelli erano gli anni '50, coglioni.

Col passare del tempo, il crucco ha capito che non aveva senso spendere di più per produrre specchietti indistruttibili o gruppi faro composti da oltre trenta pezzi singolarmente ordinabili: era molto più conveniente la filosofia Ford-FIAT-tuttiglialtri, ossia produrre merda su ruote che dopo cento chilometri scricchiola anche da ferma, e che se ti capita di perdere una vite del portatarga sei costretto a ricomprare l'intero vano motore, perché "la sola vita non la producono più".

Così, in un crescendo di implementazione di pezzi in plastica, di raggruppamento di ricambi e di usurabilità delle parti meccaniche, siamo giunti ai giorni nostri, per la precisione al giorno in cui la Signora Sciuscia, all'epoca ancora semplicemente la Mia Lauretta, si gloria dell'acquisto di una fiammante Mercedes Classe B.

"La cosa più bella che ha" si gasava allora la mia dolce metà "è il tetto Panorama lamellare, una ficata, si apre facendo scorrere una lamella sopra l'altra!"

Ricordo che all'epoca, nella mia testa già irrimediabilmente corrotta dall'ingegneria, si formò una certa dubbiosità circa un meccanismo di tale complessità e delicatezza montato su un prodotto - automobile - che per sua natura vive il 90% della sua durata esposto a urti, forte vento, sbalzi di temperatura, pioggia, grandine, neve, gelo e ghiaccio.

"Ma, al diavolo" pensai, anche se non con questa locuzione da film "se lo ha fatto la Mercedes, non sarà mica di pasta frolla."

E in effetti, era fatto direttamente in cartone macerato.

Passano infatti gli anni necessari a far decadere la garanzia, ed ecco che una bella mattina si sente un "CRACK" al tentativo di aprire il bellissimo tetto Panorama lamellare. Meccanismo bloccato, non si apre e non si chiude, morto, KAPUTT.

La diagnosi del meccanico di fiducia non lascia scampo: è partito per sempre uno dei perni che consente lo scorrimento delle lamelle per l'apertura del tetto. Mi mostra il pezzo incriminato, e, cosa vedo?
E' di plastica.

DI PLASTICA.

DI PLASTICA CAZZO.

Da qualche parte in Germania c'è un criminale matricolato, un rifugiato nazista dell'ingegneria, uno spirito abietto che ha pensato di fare un pezzo sottoposto a torsione e a cicli termici che vanno dai +38° estivi ai -10° invernali... di plastica.

OVVIAMENTE non si può ordinare il singolo pezzo.

OVVIAMENTE l'ordine minimo è L'INTERO TETTUCCIO NUOVO CAZZO, SI E' ROTTO UN PERNO DI MERDA IN PLASTICA E IO DEVO RICOMPRARE TUTTO IL TETTUCCIO CRISTO, MI PARE OVVIO, NON FA UNA PIEGA, FANNO 1.000 EURO TONDI TONDI PORCA TROIA.

OVVIAMENTE  la manodopera per montare un tetto di quel tipo è altamente qualificata, perché basta sbagliare di un mezzo millimetro e il tetto non si apre più, e costa quindi carissima.

E OVVIAMENTE ho augurato tumori gravissimi all'intero organigramma Mercedes-Benz.


Quindi, lettore che ancora confidi scioccamente nella tedesca affidabilità, stai in guardia! Noi ti abbiamo avvertito!



Lo vedi questo? E' un MIRINO. Serve a puntare IL TUO CULO.











29 novembre 2011

Berlusconi ti odio [pubblicato su UmoreMaligno.it]


Berlusconi, ti odio.

Ma non ti odio più di quel bell'odio che ti odiavo una volta. Ah, quello sì che era un odio serio! Quel bell'odio genuino di quando ti odiavo perché eri di destra, perché rappresentavi il ricco padrone, perché stavi coi fascisti, perché te ne fregavi della democrazia, perché plagiavi le menti con le tue televisioni e, non ultimo, perché il presidente di quella squadra di merda che è il Milan - seconda nell'essere merda, ricordiamolo, solo alla Juve ("Juve merda. Siempre." - CIT.)

No, purtroppo ormai non è più quell'odio lì. Col passare degli anni e dei tuoi governi, ho imparato a odiarti per altri e ben più tristi motivi.

Adesso ti odio perché hai distrutto tutte le mie convinzioni politiche e sociali.

Ti odio perché una volta pensavo che i giudici sono di destra e pezzi di merda, mentre oggi non sono più tanto convinto: una volta odiavo la legge, la legge e l'ordine sono il fascismo, non è così? E allora perché oggi aspiro alla legalità?

Anche lui, un minuto prima che lo facessero saltare in aria,
era un rappresentante ed esecutore del Potere,
dell'Ordine e dello Stato Fascista

Ti odio perché una volta pensavo che Fini è un fascista del cazzo e deve morire, mentre un anno fa era uno che quasi quasi era un indefesso e retto difensore della democrazia parlamentare e partitica.

Ti odio perché una volta sapevo distinguere il bene dal male - era facile: il bene siamo noi. Invece ora tu mi ha mostrato quanto cialtrona, ladra, becera e maneggiona sia la parte politica che ho sempre votato.

Ti odio perché ho dovuto vedere i miei docenti universitari, sì, proprio quei vecchi e tronfi tromboni reazionari, schierarsi contro di te, mentre avevo già dovuto vedere operai a 800 euro al mese osannarti e tessere le tue lodi. Perché tu mi hai tolto la capacitò di capire per chi votasse una persona giudicandola solo dal suo stipendio e dalla sua fascia sociale, e per questo ti odio.

Ti odio perché mi hai fatto capire che i dirigenti di partito che una volta ammiravo sono degli inetti, incapaci per quasi vent'anni di sconfiggerti. Perché una volta ero orgoglioso di essere iscritto a un partito, oggi me ne vergogno.


"CON QVESTA BVROCRATIA NON VINCEREMO MAI"


Ti odio perché una volta non distinguevo nulla tra quello che stava alla mia destra: era tutta merda. Ora invece sono costretto a sapere chi è più liberale e chi più liberista, chi più leghista e chi più federalista, e parlarci, e venirci a patti.

Ti odio perché mi hai mostrato quanto fragile fosse in realtà questo nostro sistema democratico repubblicano, che, mi avevano detto, è perfetto, bilanciato, infallibile.

Ti odio perché mi hai fatto conoscere i Travaglio, i Santoro, i Ferrara, i Feltri e tutti gli altri "giornalisti" specializzati in berlusconismo o in antiberlusconismo. E per tutti i salti mortali che ho dovuto vedere fare agli Scalfari e alle Concite De Gregorio, che dovevano sempre essere attenti a schierarsi dalla parte opposta alla tua.

Ti odio per aver distrutto la satira di questo paese, che in passato aveva fatto scuola, e averla ridotta a un pugno di vecchi bolliti che si affannano a resuscitare ottanta versioni diverse de "Il Male" che trattano tutte di quante puttane ti sei fatto l'ultimo mese, e sotto di loro uno stuolo di rincoglioniti che su internet hanno imparato a fare battute a macchinetta su di te con una precisione, uno schematismo e una monotematicità che fanno venire la pelle d'oca, subito dopo aver vomitato.

4300 like, 130 commenti e 2800 condivisioni.
E ancora c'è chi spera nel "popolo di internet".


Ti odio perché mi sono ritrovato a parlare con gente che ti attaccava e insultava all'interno di discorsi inerenti la musica, l'architettura, l'astrofisica e la puttana della loro mamma.

Ti odio per Beppe Grillo, che dice che tu fai schifo e gli altri sono come te, e invece non è vero, non sono tutti come te, alcuni sono peggio, ma da qualche parte uno meglio ce ne sarà, no, porca puttana? E, no, forse non c'è davvero, almeno tra quelli che ho visto finora, e quindi ti odio anche per avermelo fatto capire.

Ti odio per il Popolo Viola, per gli Indignati, per Se Non Ora Quando, per quelli che questo cetriolo o questo pomodoro del cazzo avrà più fan di Silvio Berlusconi, cristo quanto vorrei poterglielo ficcare nel culo, quel cetriolo!

Ti odio per quelli che avete visto in Libia dobbiamo fare lo stesso ci vuole la rivoluzione contro Silvio il mafioso e poi per quattro Punto incendiate a Roma erano tutti lì a fare i distinguo e a prendere le distanze che no io sono un non violento.


Nella foto, un pericoloso rivoluzionario italiano mentre accumula
fucili e munizioni in attesa di usarli nella rivolta contro Silvio

Ti odio per avermi fatto illudere che tutti i problemi di Questo Paese fossero colpa tua, quando invece la tua colpa era solo di essere quello che sei, e i nostri problemi sarebbero restati anche dopo la tua fine.

Ti odio per lo Psiconano, per Al Tappone, per la villa di Hardcore, e i tacchi, e i capelli finti, e il cerone e tutte queste prese per il culo che porca puttana no, no e no, non fanno ridere e soprattutto non ti danneggiano.

Cazzo, Vauro. Questa fa ridere, eh.

E ti odio perché, alla fine, te ne sei andato di tua volontà, mostrandomi come nessuno di questi incapaci di cui sopra abbia contribuito nemmeno per lo 0.001% a mandarti via, e facendomi vedere ancora una volta, con le piazze in festa, gli spumanti stappati e le monetine da due euro, che razza di gente falsa, opportunista, ignorante e forcaiola siamo.



Ti odio, e avrei potuto dire solo questo e sarebbe bastato, ecco sì, ti odio perché, semplicemente, mi hai fatto vedere quanto cazzo io sia sempre stato un ingenuo. Molto più di quelli che hanno sempre creduto alle tue cazzate, a guardare bene.





20 ottobre 2011

Post contro gli odontoiatri


Detti volgarmente "dentisti".

No, è che la moglie di mio cugino è una-di-essi, e durante l'ultima visita mi ha detto "Ora temo che il prossimo post di Satira Sciusciesca sarà contro gli odontoiatri".
Quindi io non volevo farlo per non risultare scontato/prevedibile, però poi ho pensato che non facendolo solo perché mi era stato detto a quel modo, sarei sembrato accondiscendente, e insomma, Satira Sciusciesca dovrà pur mantenere la propria meritata fama di blog che fa tremare il mondo dell'odontoiatria, no?

[Ah, una nota per i simpatici amici e colleghi di UmoreMaligno.it: la parente acquisita di cui sopra non è solo dentista, ma anche calabrese. Ora capite a quali potenziali drammi familiari io mi esponga per voi, brutte teste di cazzo?]

Comunque.

I dentisti sono una categoria di persone che ama parlare. Ama tantissimo parlare. Devono però essere dei tizi che da piccoli hanno sofferto di carenza di attenzioni, perché amano parlare mentre ti tengono qualche trapano o forcipe infilato in bocca, così parlano solo loro, del cazzo che vogliono loro, e tu non puoi rispondere e controbattere alle stronzate che dicono.
Me lo vedo, l'odontoiatra bambino, che non viene mai ascoltato dagli amichetti che lo zittiscono di continuo, mentre medita la sua vendetta: "Un giorno io sarò un dentista, e tu dovrai ascoltare le mie tediosissime chiacchiere mentre di asporto un molare. La vittoria è mia! [CIT.]"

Secondo punto fondamentale del carattere del dentista: è uno che ama sperimentare. Non è che dice "questa cosa ti potrebbe fare male, facciamo una piccola anestesia"No, lui ti fa "adesso proviamo senza anestesia, se senti  dolore dimmelo che usiamo l'anestetico".
Cioè, ma porca puttana, chi minchia sono io, un paziente pagante o un cazzo di ebreo in un villaggio vacanze austriaco nell'inverno del '42?!
Ti fanno fare la cavia, cazzo. "Ha urlato quando gli ho trapanato gli incisivi, da questo possiamo dedurre che il trapanamento degli incisivi è doloroso per gli umani. Registrare i dati e comunicare i progressi al Dottor Mengele."

Terza cosa: puntano a farti morire per soffocamento delle tua stessa saliva.
Ti fanno stare due ora a bocca spalancata raggiungendo aperture mandibolari che nemmeno la Linda Lovelace più in forma, con infilato tra le labbra quell'aggeggio che dovrebbe succhiare le tue secrezioni, e che invece serve solo fare rumore, mentre tu accumuli bava su bava, fino a che la stessa ti impedisce di respirare, e devi produrti in convulsi gesti con le mani per far capire al coglione che deve toglierti di bocca la sega elettrica e farti sputare.



E poi, ecco, ne avrei ancora tante, di cosa da dire sui dentisti, ma non ho ancora finito questo ciclo di cure e sono timoroso di rappresaglie.



Filippa Lagerback deve la bianchezza del suo
sorriso ai chewing gum  Daygum XP.

E' che a Bossari piace appiccicarseli all'uccello.








10 ottobre 2011

Affanculo Braveheart, ho sempre tifato per gli Inglesi, ridammi Arma Letale, figlio di puttana!


Stavo riflettendo sul fatto che Mel Gibson, da quando si è scoperto bravo chierichetto cattolico, infila un film di merda dietro l'altro.
Sì, anche The Passion, se è questo che state pensando: violenza gratuita, nessuna localizzazione in italiano e soprattutto un finale scontato e prevedibilissimo.

Avanti, Mel, cazzo! Non è bastato che te lo dicesse Homer Simpson in quella mitica puntata, che è ora di cambiare registro..?
Tu sei stato Mad Max, sei stato Porter, sei stato Martin Riggs porca puttana! Come ti è venuto in mente di prestarti a fare quel frocio protagonista di What Women Want, o quel cazzone di colonnello in We Were Soldiers..?


(A seguire, il podio dei tre film più di merda fatti da Mel Gibson)


Al terzo posto, Apocalypto
Non ho capito bene cosa succede, è una roba coi Maya credo, si danno da fare per tutto il film ad ammazzarsi tra loro, peccato che non hanno capito che alla fine arrivano gli Spagnoli.

Al secondo posto, Mr. Beaver
Un deficiente totale parla per metà film attraverso il pupazzo di un castoro, alla fine decide di tagliarsi un braccio.

E al primo posto, con un distacco di 853.000 punti sui concorrenti, Signs
Un ex prete che la moglie gli è morta spiaccicata da un furgone contro una quercia senza che nemmeno potessero farsi l'ultimi trombata vive col suo fratello idiota e la figlia fastidiosa in una casa che coltivano anche il granturco. Dopo un'ora di idiozie che non si capisce nulla se non che porca troia stanno arrivando gli alieni, alla fine arrivano gli alieni, e sono troppo invincibili, c'è un cazzo da fare, peccato però che 'sti alieni sono vulnerabili solo a una cosa, l'acqua, e intelligentemente hanno invaso un pianeta che al novantamila percento è fatto d'acqua, e soprattutto lo hanno fatto presentandosi nudi come vermi, così in pratica vengono sconfitti dai barattoli d'acqua che il fratello cretino di Mel Gibson teneva sopra il caminetto.






Per dimenticare Mel Gibson, gustiamoci il culo di Miranda Kerr offertoci da "D,
la Repubblica Delle Donne", che combatte il maschilismo e la mercificazione del corpo femminile operati da Berlusconi con foto di modelle nude






03 ottobre 2011

Sfasciarsi di alcol (responsabilmente)


Chiariamo al volo una cosa. Non siamo qui a parlare del perché si beve, o di quanto è giusto bere o del limite o  cosa.
Si beve per una sola motivazione universale: perché è divertente. Punto.

"Ehi, io bevo perché ieri ho trovato la mia fidanzata che faceva un pompino al mio migliore amico"

Mi spiace, hai una vita un po' sfigata, ma  più che altro una fidanzata troia.

Tornando a noi, sono qui per demolire il concetto secondo il quale sarebbe possibile bere responsabilmente, non bere quando si è alla guida, avere il guidatore sobrio designato.

Queste sono cose impossibili, se riuscite a metterle in pratica vuol dire solo che quella sera non siete usciti per bere. E in questo ovviamente non c'è nulla di male, a parte il danno procurato al vostro barista che ha una famiglia da mantenere. Vergognatevi.

Se esci a cena, bere responsabilmente vuole dire essere in condizione di condurre un automezzo, ossia avere un tasso di alcolemia sotto lo 0.5%, che tradotto significa poter bere massimo mezzo bicchieri di vino da 12-13 gradi. E qualsiasi maschio italiano bianco eterosessuale non ha voglia di sbafarsi sei etti di buona bistecca al sangue senza poterci buttare giù almeno un paio di bicchieroni, fossero anche di un Chianti da pezzenti. Meglio il semolino.

Se esci al pub, che per definizione è un luogo dove si beve la birra, non puoi limitarti a una chiara piccola, perché sarebbe come partire per andare a scoparsi Megan Fox sapendo che dovrai fermarti dopo averle tolto la maglietta. Meglio stare a casa, tanto Gears Of War 3 è uscito e alla peggio c'è una commedia americana su SKY.

E sul guidatore che non beve, per cortesia, lasciamo stare.

Perché, vedete, alcune persone hanno uno strano concetto di "la macchina la prende Tizio".

E per strano intendo "stasera ci beviamo la portata annuale dell'Arno in culo a Tizio che deve guidare e chissenefotte se deve passare la serata a guardarci sversi e aspettarci scazzato fino a che non ci va più di tracannare e riportarci a casa a 80 km di distanza mentre noi trasformiamo la sua auto in un rave non autorizzato".

Perché, è triste dirlo ma va detto, se sei sobrio in mezzo agli smandrati è come essere in un altro pianeta, va tutto al rallentatore, ti pare di essere TU, quello ubriaco.

Perché quindi affanculo.



Megan Fox cerca di convincerti a smettere di bere







26 settembre 2011

10 assiomi fondamentali per un corretto commento alla partita appena terminata


Siccome qui a Satira Sciuscesca sappiamo che ai nostri lettori piacciono gli elenchi (secondo quanto ci risulta, il 97.32% dei nostri lettori preferisce un post-elenco a uno discorsivo*), ecco l'ennesimo post-elenco.

*dati inventati


1. Se la provinciale perde con la squadra di blasone, ha fatto una bella gara tenendo testa con onore a un avversario superiore, ma è stata punita degli episodi. Comunque, deve guardare al futuro con ottimismo, perché si vede che il gioco c'è e i punti arriveranno in seguito.

2. Se allo stesso modo la squadra di blasone vince con la provinciale, ha solo portato a casa i tre punti, ma si è evidenziata la totale assenza di gioco, gli schemi che non funzionano, lo spogliatoio che non è coeso, la puttana di tua madre. Risulta ovvio, quindi, che in futuro non potrà bastare così poco se vuole davvero competere al livello delle altre grandi e che questa non è la strada giusta e che moriremo tutti.

3. Se invece la provinciale vince con la squadra di blasone, ha espresso un calcio solido e brillante (anche se non hanno visto palla), dando spazio ai giovani (anche se l'intera rosa è composta da quarantenni) e puntando sul gruppo (anche se si odiano tutti a morte), riuscendo così a sovvertire i valori in campo in maniera del tutto inaspettata alla vigilia. Questo è dovuto all'ottimo lavoro fatto dal giovanissimo allenatore che ha avuto fiducia dal presidente teenager e dal direttore sportivo in fasce, e questa compagine sarà un osso duro per tutti quelli che la incontreranno in questa stagione (perderà ogni gara da ora fino alla fine retrocedendo con infamia, già lo sai, no?)

4. Allo stesso modo, se la quadra di blasone perde con la provinciale, è tutto finito, l'allenatore è uno della vecchia generazione (anche se ha trent'anni), ha sbagliato completamente a mettere in campo i suoi stanchi e demotivati giocatori secondo i suoi schemi catenacciari da medioevo (anche se ha schierato l'undici campione del mondo e ha passato la partita nell'area di rigore avversaria), gli attaccanti non si sono mai fatti trovare pronti, i difensori hanno scazzato tutte le marcature e i centrocampisti qualcosa hanno fatto pure loro di male, stai sicuro. Il mister non arriverà di certo a mangiare il panettone, anzi, è già stato esonerato, anche se è la prima di campionato.

5. Se due provinciali fanno 0-0, è il pareggio della paura, anche se entrambe le squadre erano schierate con lo schema 1-1-8 e hanno avuto sessanta occasioni da goal a testa.

6. Se due squadre di blasone fanno 3-3, le difese sono andate completamente in barca e tutta la fase difensiva a e da registrare al più presto, anche se i goal sono stati tutti e sei da centrocampo con portieri svenuti.

"I' venni men così com' io morisse, E caddi , come corpo morto cade"
[CIT. Julio Cesar contro il Palermo, Canto II, ultimo versetto]


7. Se due provinciali fanno 3-3, è stata la festa del calcio, due squadre si sono affrontato senza remore o paure, spinte solo dalla comune ricerca della vittoria, e il risultato è un pareggio scoppiettante che lascia agli spettatori il ricordo di un grande spettacolo e alle squadre un punto a testa, anche se ne avrebbero meritati tre per uno per quanto si è visto in campo. Anche se tutte e sei le reti sono state autogoal e le squadre si sono rintanate nella loro metà campo per 90 minuti, chettelodicoaffare?

8. Se la provinciale schiera in campo la giovane promessa cresciuta nella primavera, è un esempio da seguire per tutte le grandi, che farebbero meglio a coltivare il vivaio, invece che sperperare soldi per inseguire i grossi nomi esteri del calciomercato. Anche se la giovane promessa è in realtà un ciofeca cosmica arrivata in SerieA per via di Saturno allineato con Giove allineato con tua nonna, ovvio.

9. Se invece è la squadra di blasone a schierare il giovane talento, questo non fa che evidenziare la povertà di una rosa assolutamente non all'altezza di competere con le dirette rivali per lo scudetto, è necessario tornare subito sul mercato per porre rimedio ai molti buchi che la formazione presente in più di un ruolo. (Anche se il giovane è Maradona, l'avrai già capito, no, porca troia?!)

10. Juve merda. Siempre.







18 agosto 2011

Intimissimi deve morire!



Oggi siamo qui a parlare di una multinazionale senza scrupoli, che per anni ha praticato sistematiche angherie sul maschio medio italiano, senza scrupoli e senza remore, guidata solo dalla logica del profitto. Il nome di questo mostro a due teste è Intimissimi.

Fondata solo nel 1996 come parte del gruppo Calzedonia, Intimissimi ha da subito iniziato ad ammorbarci con gente come Ana Beatriz Barros:


o a infastidirci con Andi Muise:


per non parlare dell'insopportabilità di Josie Maran:


o dell'ingombrante presenza di Adriana Lima:



senza dimenticare Bianca Balti:


e Alyssa Miller:





Ma se già le premesse facevano capire quanto pericolosa questa nuova figura poteva essere per la tranquilla vita dell'uomo della strada, è il 2007 l'anno horribilische consacra definitivamente Intimissimi come nemico giurato della parte maschile dell'umanità tutta.

In questo anno, infatti, le consegne di testimonial passano nelle mani della famigerata supermodella russa Irina Valer'evna Šajchlislamova, per gli amici semplicemente Irina Shayk, e subito i pubblicitari addetti ai manifesti stradali dell'azienda fanno capire all'innocente passante che non hanno alcuna intenzione di prendere prigionieri:


















Negli anni successivi, la situazione non sarebbe stata destinata a un miglioramento, anzi, gli attacchi alla sanità mentale maschile si sarebbero fatti ancora più costanti e virulenti, senza la minima esclusione di colpi:














Nel 2010, con la nomina di Irina ad "ambasciatrice di Intimissimi" (AKA, presumo, quella che fa i bocconotti all'Ingegner Intimissimi) si ha il definitivo, dichiarato e conclamato assalto a quanto resta della considerazione che l'uomo italiano ha per le donne che non siano la Shayk:

















E siamo giunti così ai giorni nostri, al debutto della nuova campagna per Intimissimi Uomo. Devo dire che mi sono chiesto spesso chi avrebbero scelto per sponsorizzare a dovere la linea maschile. Quale maestoso bronzo di Riace, quale possente adone avrebbe incarnato i sogni erotici delle donne italiane? Lo statuario Cristiano Ronaldo? L'affascinante Luca Argentero? Il sempreverde Raul Bova?

No, ero fuori strada.

Un cartellone che pubblicizza una cosa che deve essere venduta a un uomo, deve contenere una cosa che un uomo guardi, no? E allora, la soluzione si è trovata da sola:



VESTIRE LA DANNATA IRINA SHAYK DA UOMO


Merde. Siete Merde. Morite. Dovete crepare, dovete. Ma dico io, anche dal punto di vista delle pari opportunità, possibile che un frocio non possa godersi in pace un cartellone con un paio di pettorali e di addominali in bella mostra? No, loro ormai non sanno fare altro, sanno solo schiaffare questa donna in ogni angolo della tua città! Mi chiedo se ancora li paghino, lì a Intimissimi, a quei maghi della comunicazione che inventano queste pubblicità.



- Ehi, domani abbiamo la consegna di quel cartellone pubblicitario per la promozione della coltivazione delle barbabietole in Basilicata, e non abbiamo ancora pensato a nulla. Qualche idea?"
- Uhm, che ne dici di una cosa nuova, niente foto e un manifesto con elencati gli enormi vantaggi biologici di questa coltura..?
- Veramente stavo pensando a Irina Shayk che si aggira in mutande per un campo di barbabietole.
- Genio!









TU, SI', PROPRIO TU, UOMO CHE ALLA SERA RIENTRI A CASA DA UNA CESSA CHE ASSOMIGLIA PARECCHIO POCO A IRINA SHAYK, ASCOLTAMI! TU DEVI ODIARE INTIMISSIMI, INTIMISSIMI E' QUELLO CHE RENDE LA TUA VITA TRISTE, E' L'AGENTE DEL MALE, IL TUO DOVERE E' CONDURRE UNA SERRATA LOTTA DI CLASSE, CONTRO INTIMISSIMI! FINO ALLA MORTE, EL PUEBLO UNIDO CONTRO INTIMISSIMI, FINO ALL'ULTIMO UOMO, NO PASARAN!!!!!!!!!







NOTA FINALE: tra le modelle di Intimissimi andrebbe annoverata anche Vanessa Kelly, solo che Google Images, anche col safesearch impostato al massimo grado di bacchettonaggine, non trova alcuna sua foto di catalogo, restiuendo solo e unicamente la bella Vanessa con le tette al vento. Non ti è mai venuto in mente che forse ti togli i vestiti un po' troppo facilmente, figlia mia?