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06 febbraio 2012

Engineering is NOT the way - #6


Primo anno, primo semestre. Lezione di Analisi Matematica.

DOCENTE:
- Per continuare col nostro esempio, mi serve di scegliere un qualunque numero che sia compreso tra 1 e 2. Ditemene uno..?
PLATEA:
- ...
DOCENTE:
- Avanti, un numero tra uno e due. E' tanto difficile?!
STUDENTE*:
- Un mezzo.



*il tizio in questione era da me e dal Mengro soprannominato, già da tempo, "Il Cozzolo"






E ora vai di gnocca:

(i più nerd tra voi dovrebbero conoscere Tricia Helfer
per aver recitato in Battlestar Galactica)
 





14 novembre 2011

Engineering is NOT the way - #5



L'immagine è correlata col post,
ma questo non toglie che sia una serie di merda




Si dà il caso che a Casa Bocci, antica residenza dei Pezzenti perugini, si prendesse il caffè nei bicchierini di plastica, che le tazzine non c'erano.

Come tutti sanno, il caffè nei bicchierini di plastica non si fredda e ti ustiona lingua e palato per la durata di un girone di Champions, ergo venne brevettata un'ingegnerata™.

In pratica, i bicchierini di plastica venivano immersi in una vaschetta piena di cubetti di ghiaccio per ottenere il raffreddamento voluto.

Geniale, certo, ma la cosa era un po' scomoda, essendo difficoltoso posizionare cinque bicchierini in una vaschetta piena di irregolari e spigolosi cubetti di duro ghiaccio.


Al che, Sciuscia propose una genialissima evoluzione dell'ingegnerata™: immergere i bicchieri in una soluzione acquosa ad altissimo contenuto di sale, che poteva essere lasciata in frigorifero a raffredarsi almeno fino ai -4° centigradi senza congelarsi, vista la proprietà colligativa dell'abbassamento crioscopico di una soluzione di acqua e sale.


Ma qualcuno senza cuore, a quel punto sentenziò:

"Ma non facciamo prima a mettere semplicemente i bicchierini in frigorifero per cinque minuti..?"








17 ottobre 2011

Engineering is NOT the way - #4



Lezione di Scienza delle Costruzioni, io ed il Mengro. Alla cattedra, l'assistente-schiavo sta tenendo una lezione di Geometria delle Masse al posto del docente.


ASSISTENTE:
- ...e vediamo come il momento d'inerzia di un qualsiasi rettangolo rispetto ad un asse baricentrico sia pari a base per altezza al cubo su dodici, che poi è la formula notissima che tutti sempre ricordano. Che tra l'altro, l'altra sera ero a cena col Professore, e si diceva di come tutti ricordino sempre la formula del momento d'inerzia baricentrico e quasi nessuno ricordi mai quella per il momento d'inerzia su di un lembo, che in fondo è molto simile. Buffo, no?
MENGRO:
- Bravo, a cena parliamo di momenti d'inerzia, non parliamo di fica.






E ora gnocca decontestualizzata







06 maggio 2011

L'università di ieri, l'università di oggi, il mercato del lavoro... insomma, 'ste stronzate qua


L'OCSE ci baca il cazzo perché abbiamo pochi laureati rispetto agli altri paesi fichi. L'OCSE, però, deve andare affanculo, perché non vedo dove sia l'utilità di un sistema universitario che sforna quintali di laureati, salvo poi che arriva il cervello in fuga dall'Italia e spezza le reni a tutti. Ok, potremmo discutere sull'evitare queste fughe di questi cervelli, ma non è l'argomento del post. L'argomento del post è parlare a vuoto per abbastanza tempo e poi rimettermi a lavorare.

 La fuga dei cervelli


Che le nostre università facciano il coolo a tutti è conclamato. La nostra preparazione generalista, almeno per quanto riguarda il mio campo di studi, ci rende più versatili e pronti a situazioni impreviste di chiunque altro. L'ingegnere italiano non è uno stronzo che sa tutto di un certo settore, è uno che si ingegna ("ingengere", dice nulla?) a risolvere un problema. In de iùèsséi, per dire, mica si laureano in Ingegneria Meccanica, no. Loro diventano "ingegneri ferroviari". Normale che si presenta un italiano che sa fare le divisioni a due cifre, e scoccia gli ossi a quello che sa tutto di bulloneria e saldatura a filo e niente del resto.

O forse, dopo aver frequentato delle università dove c'è al potere gente che semplicemente punta a non farti laureare, poi ti ritrovi avvantaggiato rispetto a cretini imbambagiti cresciuti col sistema anglosassone dove, a patto di pagare la retta di Oxford, la laurea è un diritto. La CEPU istituzionalizzata, insomma, però con più cultura ed edifici in stile gotico.
 
Che poi, a ben vedere, forse non abbiamo più nemmeno queste università durissime e selettive, o quantomeno questa cosa non è più la regola standard. Cioè, io non sono tanto vecchio, anche se abbastanza vecchio da avere fatto i primi tre-quattro anni col "sistema di una volta", e Cristo, era fottutamente più dura.

Secondo i bimbiminkia diciannovenni che incontro quando torno in facoltà per finire di laurearmi, però, oggi è ancora durissima come una volta. Ok, a costoro e a coloro che la pensano come costoro posso fare la concessione che in alcuni casi si incontrano ancora corsi di laurea progettati per farti mollare, anche se questo dipende solamente dalla città e/o dalla facoltà (intesa come Ingegneria Civile a Perugia VS Scienze Della Puttana Di Tu' Ma' a Canicattì, chiaramente, non certo come Giurisprudenza a Roma VS Giurisprudenza a Firenze, non fate i furbi).

Ma in generale, be', non so come sia andata negli altri atenei, ma nel mio quelli che si sono fatti la riforma del 2000 dal primo anno si sono sorbiti un training che al confronto entrare nei Navy S.E.A.L.S. è roba da checche. Questo perché i docenti, semplicemente, hanno ricondotto 35 esami in 5 anni a 35 esami in 3 anni, spiegando le cose in un terzo del tempo di prima e continuando a chiederti di saperle comunque tutte, quanto e come prima. Poi, visto che la percentuale di suicidi saliva stranamente, hanno aggiustato il tiro.

Una volta, una persona mi ha detto:
Sì, tu ti lamenti, ma sei un giovanotto, ai miei tempi nella mia città era molto più difficile laurearsi perché si faceva lezione nei cinema che mancavano le aule, in segreteria davano notizie parziali e contraddittorie e c'erano 26 esami da dare in 4 anni con libri da sette-ottocento pagine. Ora gli esami sono suddivisi in 3 esoneri e resi blandi al punto che i professori intitolano il loro libro "Ragguagli di..."
Già, ma cosa cazzo mi fregava di fare lezione al Warner Village, se poi l'esame me lo regalavano col 18 politico..? E la segreteria e l'organizzazione burocratica fanno schifo oggi tanto quanto e più di ieri, mi pare.
E soprattutto, con i tuoi 26 esami in 4 anni mi ci pulisco il sedere dopo aver cacato durante la pausa tra la terza e la quarta ora di una lezione del mio corso di laurea da 60 esami in 5 anni (o 35 esami in 3 anni, a seconda di quanto ti piace studiare). Non so di quale facoltà parlasse il tizio, ma cazzo, fosse stata anche Ingegneria Delle Microparticelle Fantascientifiche Applicate al Gran Buco di Culo di Dio, non poteva essere COSI' dura. Non con una media di 6.5 esami all'anno, cazzo. Non li posso sentire 'sti discorsi! C'ho rabbia esistenziale! Di dentro, ce l'ho!

E aggiungo che mi fa incazzare a bestia sentire politici e compagnia lamentarsi del fatto che la nostra università non prepara al lavoro e cazzate varie... La realtà è semplicissima e diversa, ed è la stessa da quando il mio povero nonno è emigrato in Svizzera: il lavoro non c’è, e se c'è fa schifo, e se c'è e non fa schifo è con un contratto Co.Co.Co.Pro.So.No.Mo.Dioilcristo. che scade fra cinque minuti, e per rinnovarlo devi raggiungere il notaio che ti attende al di là di un fosssato pieno di anguille elettriche e squali (elettrici). Squali elettici che hai progettati tu, sei un ingegnere genetico.

Io non penso che si trovino lavori da 900 euro al mese perché l’università ti ha preparato di merda, ma perché qualcun altro ci ha preparato la merda come lavoro.

Un altro mi ha detto:
Per quanto merdoso possa essere il panorama lavorativo, ci sono modi per elevarsi. Ad esempio, fare bene la propria facoltà, studiare davvero. Invece adesso vi parcheggiate all’università fino a trent'anni, per poi lamentarvi che manca il lavoro decente. Incolpate voi stessi.
Bah. Ho un carissimo amico che si è laureato con 106 alla triennale e 110&lode alla specialistica, prendendo 30 praticamente in tutti gli esami, facoltà Ingegneria Civile con specializzazione in Idraulica, e che ha sempre studiato seriamente, difatti è uscito a 26 anni, un anno al CNR... ecco, uno così, se la migliore offerta che trova ad un anno dalla laurea è un lavoro a 150 km da casa a 1.000 euro al mese tutte le spese a suo carico, con chi se la deve prendere? Non amo fare il solito nordista di 'sto cazzo, ma, viste le cose, allora preferisco quei paesi scandinavi nei quali ti "garantiscono" che se ti fai il culo a livello accademico verrai trattato con un minimo di decenza economica.
Anche perché, se mi guardo intorno, vedo che tutti gli ingegneri "arrivati" non sono quelli che hanno studiato tanto, ma quelli che sono stati dei bravi commercianti: clienti, amicizie, parentele, beccare il momento giusto, lavorare bene.
Non svilisco l'apporto personale, ci mancherebbe che dovesse bastare un 110 a garantire il sucesso, però che non si venga a parlare di "impegnarsi nello studio", perché non c'entra una sega.
Ah, se devi prendere la scusa che nella vita saremo sempre scavalcati dai raccomandati, bene, continua pure con la tua filosofia da perdente, vedrai che arriverai lontano.
Tsk. Conosco un sacco di gente che è arrivata lontano senza raccomandazioni e conoscenze, o QUASI senza raccomandazioni e conoscenze, che in Italia è comunque lodevole. Onore ad essi. Non conosco invece nessuno che sia arrivato lontano mostrando in giro il suo 110&lode.

Questo non vuol dire che se esci con 110&lode non sarai nessuno... mica è un demerito. Vuol dire solo che dipenderà da te. DOPO l’università, però, non DURANTE.

 
E soprattutto: squali elettrici.
Ficata cazzo.






15 aprile 2011

Engineering is NOT the way - #3


Lezione di Architettura Tecnica, io e il Mengro. Alla cattedra, il docente intento a spiegare le tipologie di vetrate con protezione del sole.

DOCENTE:
- ...e abbiamo visto quindi come i vetri polarizzati siano un'ottima soluzione, sebbene molto dispendiosa. Un'alternativa possono essere i retini oscuranti, ossia delle pellicole adesive opache, che sono da applicarsi sui due lati della vetrata in modo da...
MENGRO:
- Bello schifo, sì!
DOCENTE:
- Be', in effetti non è che siano bellissimi.







Trivia Sciuscia! - sezione bonus
L'immagine seguente potrebbe sembrare riferita alla polarizzazione delle lastre di vetro, ma in realtà la coinvolge solo marginalmente. A cosa è relativa in realtà? Indovina e vinci 500 euro, oppure no.

 

04 marzo 2011

La laurea terrona


Avanti, non fate quelle facce, che quelli di voi che hanno fatto l'università* lo sanno benissimo di cosa sto parlando.

* Il 90% dei lettori di questo blog, stando alle nostre statistiche. Credete di avere una cultura superiore per questo? Be', forse avete ragione. Anche se mi piacerebbe sapere che lavoro fate.

Quando sei al 9763489639067esimo anno fuori corso come me, già è molto triste arrivare in facoltà alle 9 di mattina e scoprire che è il giorno delle tesi (2°Postulato di Sciuscia: "Fino a che non sei laureato, è SEMPRE il giorno delle tesi."). Ma arrivare e scoprire che si tratta pure di laurea terrona... dio mio.

Per chi non lo avesse ancora capito, trattasi di "laurea terrona" quando il laureando è una persona proveniente da località poste a Sud dell'asse "Manfredonia-Caserta" e si verifica nel contempo una migrazione unitaria di tutta la parentela fino al sesto grado per assistere all'evento. Ciò che però caratterizza inequivocabilmente la laurea terrona è la presenza di alcune figure assolutamente standardizzate.

La donne della famiglia
Rigorosamente in abito scuro, rigorosamente sovrappeso, rigorosamente fastidiose. Si innalzano dal loro metro e quaranta tramite l'ausilio di scarpe col tacco sì grosso, ma lo stesso sui 10 centimetri, così da assumere la caratteristica postura da foca grassa in bilico su un piedistallo per bambole. Si agitano in giro per tutta la durata dell'attesa della discussione, arieggiandosi col ventaglio anche se è il 14 di Gennaio (menopausa?) e ciarlando di cose assurde in lingue inintelligibili. A discussione finita, sono in grado di uscirsene con frasi delle più scioccanti, memorabile una che sentii urlare "E' un miracolo di San Gennaro, un miracolo di San Gennaro!". Pensate che razza di capra doveva essere il figlio, per provocare una simile reazione con la sua laurea.

Il padre/zio/padrino/protettore mafioso
Vestito di scuro, grigio, o letali mix dei due stili. E' preoccupato di due sole cose: riservare posti a sedere al bar della facoltà e calcolare se i settecentocinquanta vassoi di crostini che ha portato da Matera basteranno per tutti. Nel dubbio, si affanna convulsamente nell'ordinare mangime e beveraggi aggiuntivi al suddetto bar, che quel giorno registra incassi che nemmeno quando si è vinti i Mondiali e stavamo guardando la partita in Facoltà*.

* l'episodio è completamente inventato

Gli amici del laureando
Abbigliati come se dovessero partecipare ad una serata a tema "Chicago Anni '30": terrificanti combinazioni completo-cravatta-camicia sul bianco e nero con gessature a piacere. Trascorrono il totale del tempo a pagarsi aperitivi a vicenda sghignazzando sul laureando con cazzate a sfondo blandamente sessuale, e ripetendo ogni dieci minuti "Guagliò, ricordatevi sempr'è cchiamall' dottore, che ha shtudiat'!"

Le amiche del laureando
Per qualche motivo, sono convinte che per una laurea serva vestirsi come per un matrimonio: tacchi alti, abiti da sera anche se sono le 10 del mattino ed acconciature da 250 euro. Se ne stanno impalate con in mano ghirlande di fiori che nemmeno fosse un funerale, e i loro sguardi lasciano trasparire il fortissimo senso d'inferiorità e disagio sociale nel trovarsi dentro a un ambiente dal livello culturale superiore a quello del circolo ACLI di Crotone.

La vecchia nonna
Tipicamente in sedia a rotelle, è vestita in abito vedovile con tanto di velo nero sul volto, l'alzarsi ed abbassarsi ritmico del quale  assicura gli astanti circa il fatto che sia ancora viva. Una cosa non scontata, visti i sui novantasette anni, i tre ictus ed essersi fatta la Salerno-Reggio Calabria senza aria condizionata. Tra tutti, il personaggio meno fastidioso e più simpatico, forse perché dopo l'ultima visita il dottore le ha consigliato di risparmiare le forze anche sul parlare, che tutto fa brodo.

Cosa fare quanto ci si trova la strada sbarrata da una laurea terrona? Dunque, se non conoscete di persona il laureando, è semplice: defilatevi con calma sul primo lato libero dell'assembramento, senza guardare nessuno negli occhi, mantenendo indifferenza come se nulla fosse accaduto. Dovreste essere lasciati in pace.
Se invece siete amici del tizio, la cosa è più complessa, ma non saprei come aiutarvi, io in dieci anni di studi ho avuto come amici solo quelli che conoscevo già da prima.






Sezione bonus! Impara a riconoscere una laurea terrona con gli esempi semplificativi di Satira Sciusciesca:


 Totale assenza di parenti: questa NON è una laurea terrona



Persone vestite in maniera decente: questa NON è una laurea terrona



Tutti quelli che vedete dietro sono lì per lei: questa E' una laurea terrona









21 febbraio 2011

Engineering is NOT the way - #2


 


E si era all'appartamento di Montegrillo, e si era io, il Cava, Giacomino, il Mengro e Collega_di_studi, uno che non è pezzente.
Il Mengro, di là in cucina, preparava il té per tutti, così, perché quel pomeriggio eravamo ghèi.

MENGRO:
- Ma no, cazzo, ma vaffanculo!
SCIUSCIA:
- Ch'è successo, Mengro?!
CAVA:
- Ch'hai fatto, Mengro?!
GIACOMINO:
- E 'mò che c'è?!
MENGRO:
- S'è rotto un'altro bicchiere mentro ci versavo il té! Certo che sono fatti proprio con la merda, cazzo!
COLLEGA_DI_STUDI:
- Mah, il problema sai che dev'essere la lavastoviglie. Come spiegava l'altro giorno il professore di Chimica Applicata, certi detersivi possono lasciare residui chimici che attaccano la struttura non cristallina del vetro e la indeboliscono...
GIACOMINO:
- ...o forse, il té è troppo caldo e li spacca.



20 dicembre 2010

Engineering is NOT the way - #1




E insomma niente, eravamo io, Giacomino e il Cava, a casa del Cava, in uno di quei giorni di natale come questi, che quando nevica, poi ci rimani bloccato, a casa del Cava, non scendi più.
E si decantava la bellezza del paesaggio innevato, e la pace, e la quiete, e questi discorso profondi e malinconici.

GIACOMINO:
- Certo che è bello come tutto è in silenzio, quando ha nevicato...
SCIUSCIA:
- Eh sì.
CAVA:
- Mmh.
GIACOMINO:
- Che poi pensavo... è così silenzioso... perché la neve, in fondo... a livello fisico si comporta come un pannello fonoassorbente poroso.
SCIUSCIA:
- ...o forse, è che quando nevica non c'è traffico in giro.





19 aprile 2010

Einstein era un nerd. Come te, ma senza la X-Box.



Oggi vorrei fare un post, ma ultimamente ho un sacco da fare per il mio matrimonio. Sapete com'è: gli ultimi pezzi d'arredo, la lista nozze, progettare attentati contro ministri afghani.

Così, allo scopo di guadagnare tempo in attesa di momenti più liberi, ho pensato di tenervi impegnarti con un giochino d'intelligenza e logica inventato nientemeno che da Albert Einstein, il noto fisico tedesco teorizzatore della Relatività, del Campo Unificato e del sesso durante il ciclo.

Sono certo che molti di voi ne avranno già sentito parlare, se non altro perché è abbastanza datato (inizio '900), ma anche perché circola da anni in rete con diversi nomi: "Test di Einstein", "Test d'intelligenza di Einstein", "Indovinello di Einstein", "Quella roba là di Einstein".

Di che si tratta?

Dunque, in una strada vi sono 5 case, dipinte in 5 diversi colori. Ognuno dei 5 padroni di casa è di una diversa tra 5 nazionalità, beve una diversa tra 5 bevande, fuma una diversa tra 5 marche di sigarette e possiede un diverso tra 5 animali.

Dovete indicare come sono diposte le cinque case, e chi le abita, cosa beve e cosa fuma, e che animale possiede.

Gli indizi che avete a disposizione sono ben 16:

1. L'inglese vive in una casa rossa
2. Lo svedese ha un cane
3. Il danese beve the
4. La casa verde è a sinistra della casa bianca [ATTENZIONE, MOLTI QUI VENGONO TRATTI IN INGANNO: non deve intendersi come "immediatamente a sinistra", ma semplicemente come "in una qualunque posizione sulla sinistra"; per esempio, se la casa bianca è la quarta, quella verde può essere la prima, la seconda o la terza.]
5. Il padrone della casa verde beve caffé
6. La persona che fuma Pall Mall ha gli uccellini
7. Il padrone della casa gialla fuma sigarette Dunhill's
8. L'uomo che vive nella casa centrale beve latte
9. Il norvegese vive nella prima casa
10. L'uomo che fuma Blends vive vicino a quello che ha i gatti
11. L'uomo che ha i cavalli vive vicino all'uomo che fuma le Dunhill's
12. L'uomo che fuma le Blue Master beve birra
13. Il tedesco fuma le Prince
14. Il norvegese vive vicino alla casa blu
15. L'uomo che fuma le Blends ha un vicino che beve acqua
16. Uno degli uomini ha i pesci rossi.



Secondo quel bell'uomo di Einstein, il 98% della popolazione mondiale non è in grado di risolvere questo enigma.

Ma la verità è un'altra: Einstein, oltre che ebreo e feticista di calze a rete smagliate, era un gran tenerone buono di cuore, e non voleva deprimere troppo chi si sarebbe cimentato nella soluzione.

A mio avviso, infatti, la realtà è che il 98% delle persone sono perfettamente in grado di dare la risposta esatta, mentre il restante 2% è composto da ritardati senza speranza che non sarebbero capaci di risolvere i problemi con le mele
delle elementari.

Fate parte di questo 2% di eletti? Scopritelo, e lasciate la vostra risposta nei commenti; alla fine, posterò la soluzione.


Ah, non usate Google o altre diavolerie moderne, sennò sono buoni (quasi)tutti, cazzo.



Una volta era un genio.
Poi lo sforzo immane di rispondere a questo quiz
lo ha reso Gasparri


21 dicembre 2009

MIN-SCI-POP


Ovvero "Ministero Della Scienza Popolare", mutuando dal MIN-CUL-POP, il Ministero della Cultura Popolare del Fascismo. Scusate la premessa che non c'entra nulla col post, ma questo blog, secondo Google Analytics, è letto da un 82% di ignoranti. E il resto vota PdL.

Obiettivo del MIN-SCI-POP è raccogliere in un unico compendio tutte le leggi scientifiche, afferenti a vari campi, che la cultura popolare ha scoperto decenni prima di quei quattro sfigati ricercatori, che, diciamocelo, rompono tanto il cazzo coi fondi mancanti, ma poi se vai a vedere sono tutti in sovrappeso, pelati e senza amici. E dovremmo finanziare questi qua? Ma questi qua, con la situazione che c'hanno, come minimo ci vanno a puttane, coi soldi. No no. Diamo tutto alle scuole cattoliche, che é meglio.

Ma torniamo a noi.

Tutti abbiamo certamente in famiglia un nonno che ci ha spiegato i fondamenti della Scienza Popolare, ma sappiate che vi sono illustri docenti anche tra la popolazione più giovane.

Basta, quindi, con l'oscurantismo della scienza ufficiale! Largo alla scienza popolare! Come primo atto ufficiale del neonato Ministero, intendiamo pubblicare le mirabolanti scoperte effettuate finora dai nostri ricercatori sul campo!


- Tra due corpi lasciati cadere dalla stessa quota, tocca terra per primo quello più pesante
- Un oggetto arriva a terra tanto più velocemente quanta è l'altezza da cui cade
- Correndo sotto la pioggia, si viene colpiti da più gocce che camminando
- Scontrarsi contro un ostacolo immobile equivale a farlo al doppio della velocità
- Lanciando ad una certa velocità un oggetto contro un bersaglio da un mezzo che viaggia ad un'altra certa velocità, l'oggetto colpisce il bersaglio alla velocità di lancio
- Il vento abbassa la temperatura ambientale
- La velocità di una corrente in un cavo elettrico è pari alla velocità della luce
- Il Motore Diesel è un motore alimentato a diesel

Chimica
- Il vino rosso viene scolorito dal vino bianco
- La pasta poco cotta aumenta di volume una volta ingerita
- L'acqua con sale disciolto in essa impiega più tempo per scaldarsi
- Il sale grosso sala meno di quello fino

Medicina
- Contro l'influenza è opportuno utilizzare un antibiotico
- La febbre è una patologia
- Bagnarsi durante la digestione causa congestione gastrica



Zoologia
- La balena è un pesce
- Il ragno è un insetto
- Gli uccelli riescono a volare perché sbattono le ali

Astronomia
- Il giorno più corto dell'anno è il 13 dicembre
- Le stagioni dipendono da quanto la Terra è vicina al Sole

Sismologia
- La Scala Richter è più alta della Scala Mercalli

Meccanica automobilistica
- La velocità del mezzo è rilevata dal contachilometri

Teologia
- Dio esiste


Lady Gaga non c'entra nulla col post, ma ho scoperto che ci sono molti più fan
di quanto si pensi, di questo puttanone italoamericano col pacco.
Ergo, ben vengano le sue foto per attirare i lettori verso questo blog.






18 dicembre 2009

Come rimorchiare MATEMATICAMENTE in discoteca


Stanno lì per bellezza, mica perché
ci sia la minima possibilità che te la diano



Ricordo che quando ero piccolo - e con "piccolo" intendo "quattordici anni" - pensavo a quando, da grande - e con "grande" intendo "diciotto anni" - avrei finalmente provato anch'io questa famosa pheega, l'oscuro oggetto di culto dell'età prepuberale e non.

E ricordo che io ed gli altri piccoli quattordicenni pischelli ci domandavamo come e dove, all'atto pratico, avremmo potuto reperire l'oggetto delle nostre brame, che ci veniva machisticamente propagandato dai più grandi - e con "i più grandi" intendo "quelli di quindici anni" - come l'unica cosa per la quale la vita valeva la pena di essere vissuta, il senso stesso dell'esistenza, un qualcosa per cui essere pronti a tutto, insomma, in tre parole: meglio del pallone.

E ricordo anche che, alla domanda, appunto sul quali fossero le modalità adatte per ottenere il sopra descritto Santo Graal, spesso ci veniva spiegato "Be', quando hai la macchina puoi andare in discoteca, e poi lì ne trovi, e te le porti in macchina."
Ohmmadonnabyjove!, come diceva un personaggio secondario di un vecchio albo di Dylan Dog! Ma era una notizia fantastica! Altri quattro anni, soli altri quattro anni, e poi via, patente, macchina del babbo e discoteca! Aspettateci, fighe, stiamo arrivando!


E rimanevamo lì, estasiati, felici del nostro futuro garantito di scopatori da discoteca, contenti di poter tornare alle nostre figu ed ai nostri motorini truccati, che tanto, per la fica, non c'era problema, bastava aspettare i diciotto e la disco, non c'era proprio da stare a fasciarsi la testa.

Poi, i diciotto arrivarono, la patente la prendemmo, la macchina del papà pure, ma di raccattare in discoteca proprio non se ne parlava.

Perché, su, diciamoci la verità, chi l'ha mai fatto, 'sto famoso sesso occasionale del sabato sera in discoteca? Io, no di certo, giuro, in tutta la mia vita non ho mai portata a letto (o sul sedile della Punto) una rimorchiandola la sera stessa in discoteca.

A me, che sono intelligente, le prime due serate della mia vita nei luoghi chiamati, appunto, "discoteche", bastarono per capire che di gnocca, lì, non ne avrei mai trovata, tanto più quello non era l'ambiente per un giovane ribelle punkettaro ed anarchico come me, ma scherziamo? Decisi così di dedicarmi ad attività più consone al mio essere, come i concerti, le manifestazione sinistroidi e fare le tre nei pub. Che di donne, oh, ce n'è un po' dappertutto.

Ma siccome so che voi siete fissati (e le parole con cui arrivate a questo blog me lo confermano), mi sono adoperato per aiutarvi, e, applicando quanto appreso in lunghi anni di studi testardi, sono riuscito a trovare per voi morti di figa da discoteca la soluzione definitiva e statisticamente garantita che vi assicurerà la trombata.

Vediamola insieme.


1° punto - La scelta della discoteca è fondamentale
Bisogna optare per un locale grande dove ci siano di conseguenza molte papabili prede. In questo caso aumenteranno le tue possibilità di stare in media, in virtù della Legge dei grandi numeri, secondo la quale, se i tentativi tendono ad infinito, gli eventi positivi tendono alla probabilità statistica.

2° punto - Il vestiario non è importantissimo, basta essere presentabili
Giacca, pantaloni, camicia, calze (possibilmente lunghe) e un paio di scarpe classiche possono andare bene. Il tutto dovrebbe essere possibilmente assemblato in modo che i colori non facciano a cazzotti stile duelli di Matrix tra loro; inoltre sono ammesse variazioni più o meno sportive sul tema (per i principianti, è consigliabile comprare un completo, o farsi consigliare da un'amica).

3° punto - Passare dal bancomat
Come da titolo. Quattro soldacci vi serviranno, per pagare l'ingresso, offrire bevute strategiche, corrompere il parcheggiatore mafioso.
Dopo aver seguito questi tre punti essenziali, possiamo entrare nel locale.

Allora, in una discoteca possiamo trovare un certo numero di tipe, a seconda della capienza del locale. Noi, per semplificare i calcoli, penseremo che questo numero sia 1000, che, per i più tardi di mente, facilita tutto in quanto divisibile per dieci. Queste 1000, anzitutto dobbiamo suddividerle in categorie e stabilire quante di esse ognuna di queste categorie comprende. Approssimativamente, possiamo dire che:

- 300 hanno il ragazzo fisso e sono fedeli
- 300 sono dei cessi per i tuoi gusti
- 100 sono e/o si ritengono troppo fighe, quindi non ti cagano per i tuoi limiti estetici oggettivi (se tu fossi bello, non saresti qui a leggere questa roba, siamo d'accordo, no?)
- 100 sono storicamente prese male per un tizio che non se le caga, quindi è tempo perso
- 100 hanno già puntato un tizio che gli piace e che sicuramente non sei tu (se tu fossi bello ecc.)
- 50 vogliono solo scroccare da bere, farsi due risate e dopo ti dicono: "Devo andare a cercare le mie amiche ché non le vedo da due ore, ci vediamo dopooo!", e per tutta la serata non le becchi più manco se viene giù Cristo a baccagliare con te
- 20 sono lesbiche
- 10 hanno malattie strane che tu non ci tieni ad avere

Rimangono quindi la bellezza di 20 tipe che te la darebbero e che tu ti faresti: non sono poche, il problema è trovarle.

Come si fa? Puoi provarci con tutte le ragazze della discoteca, è un metodo. Allora, hai a disposizione diciamo diciamo 3 ore, quindi 180 minuti; devi tentare con 1000 ragazze, ottieni la media di 10.8 secondi per ogni tipa, ossia ai limiti della velocità della luce, visto che prima di mostrarle l'interno della tua auto devi presentarti, chiederle come si chiama (anche se non ti interessa), da dove viene (anche se non ti interessa), cosa fa nella vita (anche se non ti interessa), se vuole da bere (anche se non ti interessa), 
se te la dà (anche se non ti interessa)
.

Questi preliminari ti porteranno via in media, considerando le perdite di tempo per incomprensioni dovute al volume della "musica", dai 10 ai 15 minuti, un lasso temporale che tu non hai a disposizione, visto che a questo ritmo ci potrai provare al massimo con 60/10=6*3=18 ragazze per sera.

Allora, puoi tentare la strada che ti indico io.

Dunque. Su più serate, insistendo sullo stesso locale per dei mesi, avrai la possibilità di conoscere le persone abitudinarie e capire come classificare le ragazze che sono clienti fisse del posto. Diciamo che, passati 3 mesi durante i quali hai potuto individuare le prede, sarai in grado di escludere dalle 1000 tipe quelle che hanno dei limiti costanti nel tempo, ossia le 300 fidanzate con la cintura di castità, i 300 cefalopodi inscopabili, le 100 fissate col tizio della vita, le 20 lesbicone e le 10 con la lebbra. Ti rimane così un ventaglio di 270 tipe, dentro al quale si nascondo le 20 così messe male da darla ad uno come te.

Dobbiamo adesso introdurre un coefficiente empirico, che varia da 0 a 1, ed è personale per ogni individuo, che rispecchia il tuo grado abilità sociale con una persona che non conosci. Questo coefficiente serve a dirci quante tipe, sul totale di quelle che ci starebbero, te la daranno effettivamente se ci provi. Se il tuo coefficiente è 1, te la daranno tutte; se è 0, nessuna. Nel nostro esempio, per poter fare i calcoli, voglio essere buono ed ipotizzo che il tuo coefficiente sia di 0,5.

A questo punto, dividiamo 20 (ossia le ragazze disponibili nei tuoi confronti) per il numero di ragazze con cui devi provarci, ed otteniamo 20/260=0,08=8%, ossia la probabilità fittizia che avresti di scopare se ogni sera ci provassi con tutte le 260 tipe.

Moltiplichiamo per il tuo coefficiente, in questo caso 0.5, ed otteniamo 0,08*0.5=0,04=4%, ossia la probabilità reale che avresti di scopare se ogni sera ci provassi con tutte le 260 tipe.

Ma il numero di ragazze che puoi tampinare per sera è molto limitato. Un numero realistico, come abbiamo visto sopra, è circa 18. Noi, ancora per avere conti facili, siamo un po' pessimisti e diciamo che questo numero sia, al ribasso, 13.

Questo vuol dire che ogni sera andrai a letto con 13*0.04=0.52=circa0.5=circa mezza ragazza.

Ora, siccome a te interessa farti una ragazza intera, e non la metà di lei (anche se è vero che per alcuni sarebbe più che sufficiente, se è la metà giusta), è chiaro che ti serviranno due sere per avere, a livello statistico, la possibiltà di fare centro (0.5+0.5=
1=una ragazza, nel caso foste anche ritardati, oltre che nontrombanti).

Questo vuol dire, riassumendo, che, se ci proverai con 13 tipe per sera, andando in discoteca una sera a settimana, ogni 2 settimane beccherai una che, per i tuoi gusti, è scopabile.


Se pensi che tutto questo sia macchinoso ed assurdo, nonché umiliante, hai ragione.



[Idea presa da un trafiletto
trovato anni fa sul web,
testo e calcoli di Sciuscia]