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16 gennaio 2013

SHIT FROM THE PAST / Il geometra del comune (La Febbre, con Fabio Volo)


Fabio Volo è il solito irritante personaggio simpatico, un po' cazzone e pieno di battute da belloccio imbranato.

Deluso dal livello medio di spillatura della birra servita nei pub della sua città, progetta insieme ai suoi amici falliti di aprire un pub tutto loro, con black jack e squillo di lusso per offrire da bere a tutti i suoi amici e fallire in una settimana.

Non appena hanno trovato il posto (una chiesa sconsacrata mi pare, o forse mi confondo con un pub che hanno aperto dalle mie parti), viene fuori che Fabio Volo lo chiamano a lavorare in comune e parte quindi il dilemma morale tra lavorare come una persona normale o passare le giornate a cazzeggiare con la birra a trentacinque anni suonati.

Siccome però all'epoca del film stava per arrivare la crisi, Fabio decide che è meglio accettare il posto fisso, anche perché così sa già che potrà esibirsi per tutto il film nella sua menata preferita, ossia il conflitto interiore e insanabile tra quello che vorrebbe essere e quello che invece è. Che palle cazzo.

Appena arrivato si accorge che il comune deve tipo riscuotere ottomila decadi arretrate di varie tasse, e allora comincia a fare il giro della città col SUO motorino e il SUO notebook (perché è un eroe che combatte l'inefficienza pubblica rimettendoci del SUO) per chiedere alla gente di pagare 'ste tasse.

Ovviamente tempo trenta minuti vogliono già linciarlo, così decide di applicare il condono alla prima che trova con due tette decenti.

Dà lì scopano un po', poi litiga coi suoi amici, poi arriva pure Napolitano (WTF?!) non ho capito bene a fare cosa perché nel frattempo cazzeggiavo su internet, poi manda affanculo il suo dirigente, poi viene fuori che la graduatoria con la quale è entrato in comune era stata truccata da suo babbo morto con gli ultimi soldi della liquidazione.

Insomma dai, un po' la storia di tutti noi dipendenti pubblici. Tette di Valeria Solarino a parte.




(e ora la valutazione espressa in linee di febbre)





23 marzo 2012

Ormai vedersi un film all'UCI Cinemas costa così caro che sarebbe preferibile vivere nel futuro di merda di "In Time"


Era un po' che non vedevo un film fantascienzo, così ho pensato di acchiappare "In time" all'ultimo secondo, giusto il giorno prima che lo togliessero a calci in culo dalla programmazione.

In pratica c'è il futuro che non è futuro per un cazzo, visto che ancora girano tutti coi soliti scassoni degli anni settanta, perché i registi dei film fantascienzi c'hanno questa fissazione che nel futuro toccherà girare colle macchine vecchie.
Solo che non è che dice siamo nel tipo 2050 e giriamo con una tipo macchina del 2012 che a quell'epoca sarà vecchia, no, loro vogliono proprio che te giri con la macchina del 1970.
E meno male che i film fantascienzi belli sono tutti americani, così almeno giri con la Dodge Charger del '76, che se eri in italia invece ti toccava la FIAT Duna ed erano cazzi.

L'unica cosa che rende il futuro futuro, invece, è che hanno eliminato il gene che fa invecchiare, e questo comporta due conseguenza fondamentali:
1) toccherà tenerci Andreotti e la Barbara D'Urso ancora per un bel po'
2) si rischia la sovrappopolazione e la scarsità di spazio e di cibo e quelle robe lì

Per risolvere almeno il secondo problema, l'idea intelligente che hanno trovato è di farti smettere di invecchiare a 25 anni, poi hai un anno di bonus, poi crepi.
Dice "bella inculata". Be', no, perché il tempo è diventato i nuovi soldi, quindi se guadagni abbastanza soldi (tempo) potresti anche non morire mai.
Ovviamente questo comporta che i ricchi hanno tantissimi anni da vivere, mentre i poveri crepano presto. Quindi, tutto come adesso.

Ha un milione di anni. EPIC WIN.

Quello che però differenzia "In Time" dal tutto come adesso è che ci sono in più le tette di Olivia Wilde e quelle di Amanda Seyfred.
Peccato però che Olivia l'abbiano pagata ottocento strastriliardi di dollari per farla recitare un minuto e mezzo e poi crepa (che io volevo alzarmi e andare via), mentre l'altra ha circa sei corsie autostradali tra i due occhi.

ma in compenso che bocce

Siccome però un film non è un film senza un villain che si rispetti, abbiamo anche la solida presenza scenica di Cillian Murphy, che, oh, sarà perché han visto che gli viene bene, sarà per la faccia un po' di cacca che si ritrova, sarà quel che sarà, ma anche stavolta gli tocca la parte dello stronzone cattivo cattivo che non vuole lasciare in pace i nostri eroi che vogliono rubare il tempo ai ricchi per darlo ai poveri, e lui questo non gli sta bene per niente, perché poi oh signori scherziamo, si incasina tutto, il robo, lì, il sistema, e poi viene fuori che la democrazia e tutti sono uguali e il comunismo e non saremo mica impazziti, no?
Infatti lui fa parte dei Custodi del Tempo, la polizia del futuro che sorveglia il tempo.
Non si tratta di gente che passa la giornata a guardare gli orologi, ma di pattuglie con un'elevata cattiveria, con la trovata originale di dargli un'aspetto da nazi vestiti con colori cupi e tetri che incutano timore.

Già. Un'idea ORIGINALISSIMA.

E insomma Justin Timberlake va a zonzo per metà del film con la Seyfred che magicamente riesce a vestirsi sempre più da zoccola ad ogni scena che passa:

"Mi sono messa la prima cosa che ho trovato"

Finita la parte "Robin Hood" del film, e finita anche la parte "Bonnie & Clyde", ci si aspetterebbe la parte "crepa" col finale tragicone dei due amanti che muoiono eroicamente nel tentativo di fare quello che vogliono fare, ma invece, oh dai, che tanto sì che lo sapevi già, non è che si poteva evitare, è un firme de ollivudd, quindi finisce che ti lasciano intuire che continuano per tutta la vita a fare le rapine del tempo in banche del tempo sempre più grosse.





IL MOMENTO PIU' "EPIC LOL" DELLA PELLICOLA

Olivia Wilde: - Un biglietto per Dayton.
Conducente Bus: - Costa due ore.
Olivia Wilde: - Ma ho solo un'ora e mezza da vivere..!
Conducente Bus: - Allora vada a piedi.
Olivia Wilde: - Ma a piedi ci vogliono due ore!







30 gennaio 2012

Chiamatemi Ismaele



Cioè, nel senso che io avevo capito che era tipo il film di Moby Dick, col capitano colla gamba di legno, l'extracomunitario che nessuno sa mai come cazzo si pronuncia il nome e quell'altro che si chiama come il franchise di caffetterie.

Invece no, era A.C.A.B., acronimo di All Cops Are Bastards, una frase inventata che non vuol dire nulla.


PERSONAGGI

In pratica c'è Pierfrancesco Favino che per tutto il film canta di continuo "celerino / figlio di puttana" intervallato da scene in cui inquadrano le sue katana, intervallate da altre scene in cui inquadrano i suoi quadri del Duce, intervallate a loro volta da scene in cui inquadrano le sue statuette di Gengis Khan.

Scordatevi di questo enorme cazzone e passiamo a Marco Giallini, che siccome sicuramente voi merde non saprete chi cazzo sia, lo chiameremo col nome che ha nel film, cioè Mazinga.

E qui abbiamo detto tutto, per cui passiamo al prossimo celerino.

Si tratta di Filippo Nigro, che siccome Sollima era a corto di fantasia nel film gli ha messo il nome di Negro. E che cazzo. A ogni modo, qualunque personaggio è migliore di quelli che gli ha fatto fare Ozpetek, almeno qui è uno che picchia le zecche comuniste e non un ricchione.

E poi c'è Andrea Sartoretti.

oltre 1000 ace in carriera, puttana Eva


Ah, poi mi dimenticavo che c'è anche lo sbarbato, uno che lo chiamano Spina, forse perché è una spina, che di fare il celerino spaccateste non gli fregherebbe manco niente, però per 1.400 euri al mese andrebbe pure a spalare la merda, quindi è ok.


RECENSIONE NON OBIETTIVA E NON ATTENDIBILE

Quando la scena non è che Favino fischietta "celerino / figlio di puttana", la scena è che tutti questi guardano Sky TG24, forse perché SKY ha coprodotto il film, ma non ci posso giurare.

Rivisitata in due ora l'intera tauromachia del romano medio, e c'è stato anche il tempo di spaccare la faccia a un tifoso del Napoli, randellare in egual maniera noglobbal e nazi-nazisti e sgomberare un campo rom.

In ultimo, riporto lo storico monologo di Favino circa il collega che sta divorziando dalla moglie cubana, perché merita:

"Pigli 1400 euro al mese, fai qualche lavoretto, arrotondi, arrivi a 2000. Vai a Cuba, conosci una in discoteca, e ve la raccontate. Tu che sei ricco con 2000 euro, lei che ti ama. La sposi, torni in Italia. Ma allora non ve la raccontate più. Perché 2000 euro tornano 2000 euro. E lei torna una troia de Cuba."

ROFL








10 ottobre 2011

Affanculo Braveheart, ho sempre tifato per gli Inglesi, ridammi Arma Letale, figlio di puttana!


Stavo riflettendo sul fatto che Mel Gibson, da quando si è scoperto bravo chierichetto cattolico, infila un film di merda dietro l'altro.
Sì, anche The Passion, se è questo che state pensando: violenza gratuita, nessuna localizzazione in italiano e soprattutto un finale scontato e prevedibilissimo.

Avanti, Mel, cazzo! Non è bastato che te lo dicesse Homer Simpson in quella mitica puntata, che è ora di cambiare registro..?
Tu sei stato Mad Max, sei stato Porter, sei stato Martin Riggs porca puttana! Come ti è venuto in mente di prestarti a fare quel frocio protagonista di What Women Want, o quel cazzone di colonnello in We Were Soldiers..?


(A seguire, il podio dei tre film più di merda fatti da Mel Gibson)


Al terzo posto, Apocalypto
Non ho capito bene cosa succede, è una roba coi Maya credo, si danno da fare per tutto il film ad ammazzarsi tra loro, peccato che non hanno capito che alla fine arrivano gli Spagnoli.

Al secondo posto, Mr. Beaver
Un deficiente totale parla per metà film attraverso il pupazzo di un castoro, alla fine decide di tagliarsi un braccio.

E al primo posto, con un distacco di 853.000 punti sui concorrenti, Signs
Un ex prete che la moglie gli è morta spiaccicata da un furgone contro una quercia senza che nemmeno potessero farsi l'ultimi trombata vive col suo fratello idiota e la figlia fastidiosa in una casa che coltivano anche il granturco. Dopo un'ora di idiozie che non si capisce nulla se non che porca troia stanno arrivando gli alieni, alla fine arrivano gli alieni, e sono troppo invincibili, c'è un cazzo da fare, peccato però che 'sti alieni sono vulnerabili solo a una cosa, l'acqua, e intelligentemente hanno invaso un pianeta che al novantamila percento è fatto d'acqua, e soprattutto lo hanno fatto presentandosi nudi come vermi, così in pratica vengono sconfitti dai barattoli d'acqua che il fratello cretino di Mel Gibson teneva sopra il caminetto.






Per dimenticare Mel Gibson, gustiamoci il culo di Miranda Kerr offertoci da "D,
la Repubblica Delle Donne", che combatte il maschilismo e la mercificazione del corpo femminile operati da Berlusconi con foto di modelle nude






26 maggio 2011

"Vincenzo Gasolio" non è la traduzione di "Vin Diesel", brutte teste di cazzo ignoranti


E' praticamente da quando è uscito "Fast & Furious - Solo parti originali" che hai promesso al tuo fratellino (insomma, fratellino un cazzo, fa diciotto anni oggi) che l'avresti portato a vedere il quinto capitolo della serie.

E così, dopo aver percorso 75 km in 32 minuti con la tua punto in onore alla pellicola, ma soprattutto per arrivare con abbastanza anticipo da cenare all'Old Wild West appena fuori dal multisala, che si sa, è il vero motivo per andare al cinema, ecco che siete seduti, popcornati e pepsiati a dovere per la visione del sicuro capolavoro.



PERSONAGGI

Vin Diesel e O'Conner, chiaramente, più ripescaggi da tutti i precedenti film della saga. Alcuni più che apprezzabili:




...altri decisamente evitabili:

La cosa terribile è che a fine film si scoperà quella qua sopra




TRAMA NON CONGRUENTE

L'azione si apre con la sequenza finale del precedente capitolo, la liberazione di Vin Diesel dall'autobus che lo sta portando in galera. Sequenza stunt non proprio spettacolare, e il fan di vecchia data che è in me si risente un po'.

Ma c'è poco da stare a rimuginare, perché subito la scena si sposta a Rio De Janeiro, per la precisione in un favela nel culo più profondo e nero, di Rio De Janeiro, nella quale arrivano su Skyline il baldo giovine O'Conner (ancora abbastanza baldo, ma non più tanto giovine, oppure l'opposto) e la compagna riacquisita, ossa l'ex-passera Mia, la sorella di Vin Diesel che, nei panni della sua controparte reale, l'attrice Jordana Brewster, ha risentito non poco dell'inesorabile scorrere del tempo e delle vita che fugge et non s'arresta una ora (Petrarca, Canzoniere, Sonetto n° 272).

Arrivati che sono, vengono subito posti sotto custodia cautelare da una quindicina di baby gang del luogo, ma per fortuna interviene il buon vecchio Vince (alias "lo stronzo che quasi si ammazza nella rapina al camion del primo film") a fare da ambasciatore, e li porta nel buco di merda dove vive a fare la conoscenza di una troia brasiliana che ha ingravidato di recente, con tanto di erede mulatto che già sogna un futuro simile a quello di un altro figlio della favela, Adriano Leite Ribeiro (esatto, puttane e coca).

Tutti e tre partono così per la solita missione ultra-acrobatica, stavolta si tratta di rapinare da un treno in corsa due o tre macchine di lusso, un gioco da ragazzi, sicuro, come no, se te lo garantisce Vince ti puoi fidare.

Ovviamente va tutto stortissimo, e meno male che a metà rapina arriva Vin Diesel a salvare le chiappe a tutti, le risultanze della storia sono che Mia è in fuga con una delle auto e ci sono a terra tre federali stecchiti, della cui tragica dipartita sono chiaramente incolpati dal governo USA i nostri, senza nemmeno stare a indagare un po', chettifrega. In tutto ciò, la sequenza stunt è scarna-scarna, è il fan di vecchia data che è in me comincia a preoccuparsi.

Dopo aver fanculizzato Vince con la giusta motivazione che procura sempre e solo lavori dimmerda, si scopre che l'auto fregata contiene un microchip che appartiene al capo della camorra locale, dove ci stanno scritti tutti i luoghi e gli orari ai quali ogni giorno vengono consegnati i proventi del racket dei combattimenti illegali tra criceti. A questo punto, i nostri amici fanno la cosa più ovvia: decidono di rapinare il mafioso per la modica somma di cento milioni di dollari.

Convocati così tutti i cadaveri delle precedenti pellicole (sì, esatto, anche quei due mezzi messicani cazzonissimi), tutto è pronto per trasformare il film in "The Italian Job", solo con meno fica e più muscoli di attori gay, e il fan di vecchia data che è in me comincia a incazzarsi di brutto.

Viene fuori che per fare il colpo serve un macchina veloce, veloce davvero, così Vin Diesel va a sfidare un coglione che ha una Porsche Carrera GT, e tu dici sì, cazzo, finalmente c'è una corsa seria con una sequenza stunt seria, e invece, stacco sul garage della banda con l'auto già vinta, senza cazzo farci vedere la gara, e il fan di vecchia data che è in me comincia a tirar giù cristoni a coppie di quattro.

Nel frattempo, l'effebiài manda The Rock a fare il culo ai nostri per quella storiella dei tre agenti passati a miglior vita, e lui, tanto che c'è, si porta dietro un carro armato su quattro ruote col quale divertirsi a giocare agli autoscontri per le strade di Rio.


Percentuale di omosessualità latente in questa scena: INCALCOLABILE


Naturalmente, non dopo aver assistito all'epico scontro all'ultimo steroide tra egli e il nostro Vin, il nerboruto federale capisce chi sono i veri cattivi, e si unisce alla banda per fare il culo ai narconazicriminomani di tutto il Brasìl.

Purtroppo, prima di arrivare alla scena madre, c'è da sorbirsi la sequenza di Vin Diesel e O'Conner che PORCA DI QUELLA PUTTANA TROIA MI FA SCHIFO PURE SCRIVERLO imbracciano shotgun e mitragliette e sforacchiano cattivi che PORCA DI QUELLA MAIALA ZOCCOLA MI DOVETE DIRE DOVE CAZZO SI E' MAI VISTO e allora il fan di vecchia data che è in me attacca a smadonnare in ostrogoto runico retroverso antico.

Appena mi riprendo dallo shock, vedo che i soggettoni stanno facendo irruzione nella centrale della polizia di Rio, che essendo un zinzinello corrotta aveva lasciato che il cattivone del posto mettesse al sicuro tutti i suoi miliardi nella sua cassaforte.

I due ragazzotti, allora, dopo aver sfondato qualche muro di cemento armato con la macchina a prova di ira di dio prestata da The Rock, attaccano la cassaforte, che è grande come un monolocale in centro Milano prezzo interessante, alle loro due Dodge Charger, e la trascinano in giro per tutta la città, distruggendo ogni cosa, ma senza ammazzare nessun passante, che signora mia non starebbe bene farlo.

Inseguiti dalla polizia corrotta di tutta l'America Latina, ossia il 100% del totale, si ritrovano alla scena finale su un ponte in mezzo all'oceano, allora Vin Diesel fa un numerone dei suoi, che il fan di vecchia data che è in me, però, è ormai troppo demotivato per apprezzare.

Cattivi morti, The Rock che amnistia tutti avvertendoli che però tempo ventiquattr'ore ricomincerà a dargli la caccia, cento milioncioni intascati: cosa potrebbe andare storto? Be', dipende dai punti di vista. Dal punto di vista di O'Conner, per esempio, che ha ingravidato la tipa. Dal punto di vista di Han, che ancora non sa che in Tokio Drift creperà. Mentre, dal punto di vista del fan di vecchia data che è in me, CHE PUTTANA DI QUELLA SCHIFOSA LADRA HANNO TRASFORMATO UNA SAGA SPLENDIDAMENTE TAMARRA IN UNA CACATA DI FILMETTO ACTION CON IN MEZZO DELLE BELLE AUTO, ECCO COSA, CAZZO.

Unica nota di consolazione, nei minuti finali veniamo a sapere che Letty, la defunta ragazza di Vin Diesel, parrebbe essere miracolosamente ancora viva, e che quindi il sesto capitolo è già bello che servito, e la speranza che stavolta si vedano finalmente le tette di Michelle Rodriguez ti rinasce nel cuore.



20 maggio 2011

Il film più bello mai girato al mondo, nemmeno in futuro potrà essere superato



Potrei spendere mille parole per parlare dell'ultimo capolavoro di Robert Rodriguez (che, per chi non lo conosce, sarebbe il cugino ricco e famoso di Danny Trejo), ma credo che una lista di mille parole valga più di mille parole.

No, perché se andate a vedere questo film, ecco quello che avrete in cambio:

- pheega hollywodiana di alta qualità non-colla-puzza-sotto-al-naso (insomma, no Julia Roberts dei miei coglioni, ma tipo Michelle Rodriguez fuckin' abbigliata come Jena Plissken/Kurdt Russel in "Fuga da New York")

Ok, armata MILLE VOLTE MEGLIO, rispetto a Jena Plissken,
ma il concetto è quello



- esplosioni anche (e soprattutto) dove e quando non c'entrano niente

- oltre trenta tipi di diversi di coltelli usati dal protagonista

Capito come?




- armi improbabili

- armi un po' più probabili, ma comunque figherrime:

Caricare - puntare - affanculo povero stronzo



- salti dalle finestre usando le budella del cattivo come corda di sicurezza

- preti che se ne vanno in giro col doppio shotgun:

Altro che venire in faccia a chierichetti minorenni, porca troia!



- altri rappresentatni del clero che non gli sono da meno (qualcuno ha detto per caso "Lindsay Lohan sessuomane colle tette di fuori e strafatta per tutto il tempo del film che se ne va in giro vestita da suora impugnando una fuckin' 44 Magnum"?)

Ogni riferimento a pompini fatti a Rodriguez
per avere la parte è totalmente probabile



- riferimenti alla cucina messicana infilati ovunque

- un senatore degli Stati Uniti che si diverte a girare su un fuoristrada sparando a immigrati messicani sul confine col Texas e che porca di quella puttana è pure Robert De Niro

"Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me?"



- scene che raggiungono l'apice più impensabile del trash, e scene più trash

- Don Johnson. Don "Crockett di Miami Vive" Johnson. Don "Nash Bridges ehi bimbo" Johnson. Invecchiato, appesantito, imbolsito... in una parola: magnifico.

Sì, vabbe', "introducing" 'sto paio di palle, scusa eh...



- Machete che ha in tutto quattro battute, ma non per modo di dire

- Gatling gun montate in maniera assolutamente irrealistica sul manubrio di moto custom e usate per sforacchiare tutti mentre si salta in mezzo a un'esplosione:

E non serve aggiungere altro, direi



- Jessica Alba che mostra le tette per la prima volta. Ma siccome non sono veramente le sue tette, ma tette digitali aggiunte dopo, in quanto le scene di nudo non le gira perché odia l'umanità, non metterò la foto del fotogramma in questione.

- Steven Seagal che, sforzandosi enormemente dal punto di vista recitativo, sfrutte tutte le sue una espressione e mezza e porta in scena un cattivo epico che usa le katana blade, si veste come un funzionario di partito cinese e chiama tutti "pugnetta":





...e per finire...


- Infermiere pheeghe con gli uzi pistols:


FOTTUTE INFERMIERE PHEEGHE CON I FOTTUTI UZI PISTOLS, CAPITO CAZZO?!
GAME OVER, STRONZI.
GAME OVER RIGHT NOW!

29 aprile 2011

Questa settimana ti recensisco due film di merda al prezzo di uno



Tiziano Terzani avrà avuto di certo una vita interessantissima, per carità.

Solo che sentirla raccontare male e in maniera noiosa da un vecchio che chiacchiera con Elio Germano che non ha voglia di recitare non è proprio la mia idea di una perfetta serata di Pasquetta/25 Aprile. Visto anche che NON eravamo al multisala e quindi NON c'erano i popcorn caldi appena fatti (AKA l'unico vero motivo per il quale vado al cinema).

Quindi, passiamo a World Invasion, che lì almeno ci sono alieni ed armi da guerra moderna, fuck yeah.

In pratica c'è un sergente vecchio e con una storiaccia di una missione finita male alle spalle, che la mattina corre sulle spiaggia e non ce la fa e allora vuole andare in pensione, e te dici già "See, tanto arrivano gli alieni il giorno prima che vai in pensione e poi riscopri il senso della tua vita combattendo e capisci che solo lottando per ciò che ritieni giusto sei te stesso."

Poi c'è uno che ha perso il fratello in una missione e te dici già "see, tanto tuo fratello di sicuro è morto in quella missione con quello di sopra. E arrivano gli alieni."

C'è un altro che si alza la mattina tardi ed è nel letto con la moglie dopo una scopata sontuosa e si fanno le coccolette e gli scherzini buffini ed è appena stato promosso tenente, e te dici già "See, che palle, si era già visto in Indipendence Day. Ed alzati, coglione, che arrivano gli alieni."

Un altro ancora ha sbroccato di testa dopo l'Iraq, di certo non gli rinnoveranno l'idoneità al combattimento, gli dice lo psicologo, ma te dici già "See, tanto arrivano gli alieni e questi pigliano su cani e porci, per resistere all'invasione, figurati se stanno a vedere questa cazzate da strizzacervelli".

E poi boh, come pheega della situazione c'è Michelle Rodriguez, che onestamente m'avrebbero pure rotto il cazzo a farle fare sempre ruoli da donna soldato cazzuta con due palle così che poi va sempre a finire che le tette non le fa vedere.

Arrivano gli alieni, e come prima cosa capisci subito che sono degli alieni assolutamente con i controcoglioni, questi, perchè tipo ti dico solo che per alimentare le loro macchine della morte usano la fottuta acqua. Cioè, capito?! Gli alieni sfigatissimi di "Signs" potevano essere uccisi solo dall'acqua, ed avevano invaso il pianeta dell'universo con più acqua, pensa che idioti. Questi invece sono millemila anni avanti!

Poi ok, intanto sono invulnerabili, c'hanno delle corazze ultra mega hi-tech e pure sotto quelle hanno la pellaccia durissima, infatti sono vulnerabili in un punto solo che è difficile da colpire. Uno solo di loro scatena un pioggia di fuoco pazzesca, lasciamo stare quando mettono in campo l'artiglieria pesante che lì non ce n'è più per nessuno.

Però - eh - sono i cattivi del film, quindi te lo sai già che un errore lo fanno, e infatti commettono la classica imprudenza di invadere Los Angeles utilizzando un UNICO centro di comando che, guarda caso, se butti giù quello tutte le astronavi cadono giù come le pere mature.
E allora cazzo sì, che tanto te già lo sai, che serve una missione suicida tre contro un miliardo e si va a buttare giù quella cazzo di torre di controllo così poi possiamo pigliarci sedici mesi di ferie.


Nota di colore del film
Per cercare di creare un'atmosfera da "realistic war movie", seppure con gli alieni, i personaggi usano un gergo prettamente militare che, se da un parte contribuisce al "realismo", dall'altra può lasciare un po' interdetto lo spettarore che, vuoi per un motivo, vuoi per l'altro, non abbia mai militato nei Marines Degli Stati Uniti.

"Hai delle NH-27..?"
- Mai uscire di casa senza, signore!
(cos'è una NH-27?)

"Quello è un cannone automatico Bushmasters. Non occore che ti spieghi cosa sa fare, vero figliolo?"
- Nossignore!
(ok, ma se lo spieghi a noi, magari...)

"Abbatti quel drone! Usa il Javelin!"
(che cos'è un Javelin?)
(Poi ho capito che è solo il caro vecchio bazooka. E chiamalo "bazooka", per dio!)




16 marzo 2011

SHIT FROM THE PAST / Star Trek Voyager non è la versione di Giacobbo di Star Trek. Purtroppo.

"Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale. Diretta all'esplorazione di nuovi mondi. Alla ricerca di altre forma di vita e di civiltà. Fino ad arrivare dove nessun uomo è mai giunto prima."

Questa la frase che per anni ha introdotto ogni singolo episodio di una della più belle serie televisive di sempre, quella classica di Star Trek. La serie classica Star Trek! Kirk e Spock, nuovi mondi, gli esseri gassosi di energia con poteri divini, la filosofia dell'esplorazione e della scienza, e quando servivano, i cazzotti del capitano.
Giudizio finale: FICATA.

Kirk. Pagheresti, e molto, per poterlo prendere a ceffoni.


Passarono anni, fallirono nuove stagioni, si fecero film di merda, ed arrivò The Next Generation a portare rinnovata linfa: il Capitano Picard, Data, Worf ed i sogni erotici su Deanna Troi, in un nuovo universo espanso e un secolo in più nel futuro, con un'impostazione un po' più guerrafondaia, ma sempre nello spirito "trekkie".
Giudizio finale: FICATA.


Avevano già mille aggeggi touch fichissimi
quando ancora Steve Jobs non era nemmeno nei pensieri del Signore



Venne poi l'idea di ambientare una serie non tanto su di una nave a zonzo di continuo, ma su una stazione stellare in orbita attorno ad un pianeta ed in prossimità di un tunnel spaziale collegato col Quadrante Gamma. Ed ecco così arrivare Deep Space 9, col suo capitano negro, i suoi personaggi mitici tipo il cambiante Odo, il farabutto ferengi Quark e la sessualmente appetibile Kyra, Bajor, i Cardassiani e la Guerra del Dominio.
Giudizio finale: FICATA.


 Ammettiamolo, non si trovano proprio Demotivational fichi di DS9



Ma quando tutto sembrava andare per il meglio, ecco che viene l'ideona al solito capoccia frocio vestito John Galliano di Hollywood:

- Ehi, perché non facciamo una nuova serie di Star Trek?!
- Sìììììììììììììì!
- Magari che recuperi lo spirito orignale dell'esplorazione galattica?!
- Sìììììììììììììì!
- Con una nuova nave, un nuovo equipaggio, e magari rimettendo a bordo un vulcaniano?!
- Sìììììììììììììì!

Quello che non ci aveva detto, però, era che ci saremmo ritrovati sparati in un cazzo di quadrante sconosciuto, azzerando tutto quanto di bello avevamo imparato a conoscere finora, con nuove sfigatissime razze aliene che nulla avrebbero avuto a che vedere con gente POWA come i Romulani o i Cardassiani, e soprattutto con un cazzo di capitano FEMMINA.

Cioè, ma porca troia, non siamo già stati abbastanza politically correct in quarant'anni di trekkismo? Cioè, dai, sulla prima Enterprise c'era una negra ed addirittura un russo in piena guerra fredda. Sull'Enterprise-D c'era uno al contempo negro e ciecato! Su Deep Space 9 ci siamo superati: capoccia negro e fior di scopate interracial, dalle bajoriane che la danno ai cambianti per arrivarei ai klingon che copulano con simbionti con ospite trill.

Ma qui si è esagerato, signori miei. Una donna capitano. Ma dove cazzo siamo, dico io? Il presupposto della serie è che la Voyager è dispersa in un quadrante a 70.000 anni luce da casa, e non si sa quando e se potrà tornare - ma siccome hanno voluto fare ben sette stagioni, in realtà si sa: c'hanno messo sette anni. Ecco, ve lo immaginate quanto possa arrivare ad essere insopportabile una cinquantenne che se ne resta senza uccello nello spazio profondo per sette anni? E infatti, Kathryn Janeway diventa più odiosa ad ogni stagione che passa, in una scala da zero a Giorgia Meloni.





Che poi, mamma mia, almeno fosse bona e provocante, 'sta MILF. Invece macchè, verosimilmente siamo davanti ad una delle più grandi fiche di legno mai apparse sul piccolo e grande schermo. Chiaramente, rasenta anche la frigidità assoluta, e la sua idea di trasgressione è fare idiote battutine ammiccanti e per nulla piccanti col suo primo ufficiale, quel grandissimo rincoglionito hippie mezzo pellerossa (Cosa?!) del Comandante Chakotay.

E infine, è anche triste da morire, 'sta donna, una noia mortale! Mai che risolva le controversie con gli alieni stracciacazzo con qualche cartone a là Kirk, o almeno sganciandogli giù una decina di siluti fotonici e scaricandogli addosso un banco phaser intero. No, sempre a parlare, parlare, parlare, sempre diplomazia, ma no la diplomazia accattivante e astuta di Picard, no, manco per il cazzo, solo piagnistei da ragazzina tipo dai, facciamo la pace, volemose bbene pace intergallattica sbroc sbroc stronzate. Voyager è la serie delle gran chiacchiere, Cristo.

E ovviamente, con un capo della baracca in queste pezze, non è che potevamo aspettarci chissà che equipaggio, no?
C'è il tenente Tuvok, che è un vulcaniano negro (Eh?!) irritante e solipsistico, talmente solipsistico che ho deciso di usare questa parola strana.
Abbiamo il tenente Paris, un James Dean fallito che sfoga le sue frustrazioni sessuali in un localaccio francese sul ponte ologrammi.
C'è poi il guardiamarina Kim, un nippo-giappo-cino-coreano che speri che muore per tutta la serie, e però cazzo non muore mai.
Il tenente Bel'anna Torres, ossia la prova che non devi mai incrociare la razza umana (specie se messicana) con quella Klingon, perché quello che salta fuori è una calabrese dai modi spicci e laureata in ingegneria.
E poi vabbe', c'è altra gente che però adesso mi sono già rotto di parlarne, e comunque sono tutti sfigati pazzeschi e insignificanti, a parte una certa Kes, che probabilmente è l'unica tizia scopabile della serie, peccato solo che la sua assurda specie viva al massimo dodici anni, rendendola di fatto legalmente desiderabile solo per i presidenti del consiglio.

Tra l'altro, l'obiettivo dichiarato della missione e della serie TV stessa è tornare in qualche modo a casa, ma ogni volta che nei paraggi accade una qualche puttanata scientifica è obbligatorio virare dalla strada del ritorno per andare là ad "osservare il fenomeno".

- Ehi, nel settore B-42 una supernova ha fatto un rutto, interessante no?! Andiamo subito a fare delle rilevazioni  scientifiche ed altre cose fiche da serie classica di Star Trek!
- Uhm, saremmo ancora a settantacinque anni di viaggio dalla Terra, ma penso che una deviazione di qualche miliardo di chilometri la possiamo anche fare.

Naturalmente, di fronte a maialate di questo genere l'audience è andata rapidamente calando, così i geni della produzione hanno dovuto ricorrere ad una mossa mai vista prima in un telefilm in crisi: inserire un personaggio nuovo che possibilmente fosse una fica pazzesca. E fu così che arrivò 7 di 9, la donna dall'affascinante cancro facciale:




A chiudere, carellata su più grossi "WTF?!" della serie:



Cosa?




Ma che è?




...eeeeeh?!





Oddio, per favore...





Ma.. ma... ma che...




Sì ma... perché?!




Oh. Mio. Dio.








Nei precedenti episodi di "Shit from the past":

08 febbraio 2011

SHIT FROM THE PAST / Quando Stargate è diventato gay


Salve, lettori affezionati e meno addestrati leccaculo di passaggio. Oggi si inaugura una nuova rubrica di Satira Sciusciesca, ispirata da questo scambio di battute: http://satirasciusciesca.blogspot.com/...722085887

Il titolo, "Shit from the past", sta ad indicare che qui si vanno a ripescare film, serie TV, libri, album musicali, personaggi, eccetera, che non sono stati adeguatamente insultati all'epoca della loro ribalta, e che quindi necessitano di uno smerdamento a posteriori.

Il primo argomento che intendiamo qui trattare è la serie televisiva "Stargate SG-1". Trasmessa in Italia prima su La7, poi passata su AXN SCi-Fi, il canale per nerd di Sky, "Stargate SG-1" è la continuazione delle vicende narrate nella nota pellicola "Stargate".

Vi ricordate di Stargate, no? Il film di fantascienza di Roland Emmerich nel quale si scopre che l'Antico Egitto è stato fondato da alieni con poteri fichissimi, con tanto di viaggi attraverso lo spazio tramite portali dimensionali e insurrezione di pezzenti in stracci contro soldati armati di cannoni laser. Insomma, la solita cacata con le lucine di Emmerich, se non fosse che per il ruolo di comprimario del protagonista (la checca al secolo nota come James Spader) avevano scelto niente meno che... sì, proprio lui, l'uomo capace con la sua sola presenza di risollevare le sorti di qualunque film: Kurt Russel.
Kurt "Jena Plissken" Russel.
Kurt "ti rompo il culo a morsi" Russel.
Ed era così nato il mitico personaggio del Colonnello Johnatan "Jack" O'Neil, un calciaculi di prima fascia di quelli che solo Russel può portare sullo schermo, un duro da pellicola leggera che ha fatto scuola. Come dimenticare la sua battuta finale prima di uccidere il cattivo Ra "Porta i miei saluti a Tutankhamon, stronzo"? Oro puro, amici, oro puro.
 
C'è qualche problema, fighetta?
 
Ebbene, qualche anno fa un capoccia di Hollywood ha la grande idea: resuscitiamo Stargate e facciamoci una serie TV, sarà una ficata.

E così fanno: in quattro e quattr'otto mettono in piedi la storia di un'unità speciale dell'esercito col compito di esplorare i mille mondi alieni a cui lo Stargate permette di collegarsi, si inventano che Ra aveva dei cugini incazzosi in giro per il cosmo, fanno morire la moglia egizia strafica di Daniel Jackson per giustitificare il suo ritorno allo stargatismo.

Cioè, ma quando cazzo gli ricapita una passera così
a quello sfigato secchione di Daniel Jackson?!
E questi bastardi gliela vanno ad ammazzare!


Ovviamente, non può mancare come capo dalla squadra SG-1 il Colonello O'Neil. Peccato solo che Kurt Russel, probabilmente, di recitare in serie TV del cazzo non ne vuole sapere nulla, oppure semplicemente volevano risparmiare, oppure lo zampino di Satana, insomma, il ruolo di Jack a chi lo danno..? A Mc Gyver, al secolo Richard Dean Anderson.

 
Già ci sarebbero i presupposti per una serie di bestemmie lunga quanto i capi d'accusa contro Berlusconi per il fatto di aver messo uno con la faccia da bravo ragazzo mezzo frocio nel ruolo che dovrebbe essere quello più cazzuto della serie, ma le tragedie non finiscono qui.

No, perché queste merde di sceneggiatori non si sono accontentati di dare a Jack O'Neil la faccia di uno stronzo, no, per essere mongoloidi fino in fondo hanno voluto anche affibbiargli un carattere da mammoletta.

Ebbene sì, perché di fatto il Colonnello O'Neil di SG-1 è IN TUTTO E PER TUTTO MC GYVER, ossia un finocchio ottimista che ha sempre una parola buona per tutti e risolve i problemi col dialogo, la comprensione e i piani astuti, invece che, come sarebbe sacrosanto e ci si aspetterebbe da Jack O'Neil, una scarica di M-16 messo sull'automatico contornata da qualche battuta mitica.

Posso immaginarmi il dialogo che ha portato alla genesi di questo personaggio di merda:
- Allora, per il ruolo di O'Neil ci serve un attore che sia abbastanza conosciuto... ma non troppo in alto, non abbiamo grana da regalare.
"Stavo pensando a Richard Dean Anderson, che ne dici?"
- ...chi..?
"Ma dai, Mc Gyver.
- Ah! Sì, ecco, lui andrebbe benissimo.
"Okay. Ci sarà da lavorare un po' sulla recitazione."
- ...perché?
"Be', O'Neil è un duro cinico ed insensibile che ricorre alla violenza, mentre Mc Gyver è un eroe positivo che rifugge i metodi spicci. Dovremo istruire per bene Anderson."
- Ma non dire cazzate, le riprese cominciano tra otto minuti, abbiamo giusto il tempo di scoprire in quale ospizio per falliti si trova! Sbrigati a contattarlo e dirgli di recitare come se fosse Mc Gyver!

E così ci siamo ritrovati con un Colonnello O'Neil pacifista, chiacchierone e scarsamente etero.

Come se tutto questo già non bastasse ad aver confezionato una serie di merda, i geniacci di cui sopra avranno pensato che non si può fare una telefilm di successo senza una passera. E fin qui, nulla da obiettare.
Vanno quindi a selezionare la troia che, normalmente, avrebbe il compito di salvare gli ascolti grazie alla sua misura di reggiseno. E chi scelgono, nell'ampio carnet di pheeghe da TV che gli States possono vantare? Scelgono forse le doti recitative di Kristin Kreuk?


No.
Si affidano forse alla cifra artistica di Taylor Momsen?


No no.
Puntano magari sulla qualità di un'attrice come Lindsay Lohan?


No, acqua acqua.

Loro scelgono Amanda Tapping.
Amanda chi?!
Cioè, già questa qui, solo dal nome, dovrebbe avere il sex appeal di un Nokia 5110.

Mitico, cazzo, mitico

Quando poi la vedi, capisci che eri stato ottimista.

Pure le rughe c'ha, pure le rughe



Stargate SG-1, signori! La serie che, se non l'avete vista, avete risparmiato un sacco di tempo utile da impiegare in attività più proficue: dormire, martellarsi le dita, eseguire aborti clandestini.

A chiudere, la valutazione ironica a stellette. (Esatto, copiata da Surplus Killing, il nuovo blog di Faina. Che alcuni dicono non sia più quello di una volta. A me piace ancora. Magari perché sono un leccaculo. O, forse, se uno scrive bene, scrive bene.)