06 maggio 2011

L'università di ieri, l'università di oggi, il mercato del lavoro... insomma, 'ste stronzate qua


L'OCSE ci baca il cazzo perché abbiamo pochi laureati rispetto agli altri paesi fichi. L'OCSE, però, deve andare affanculo, perché non vedo dove sia l'utilità di un sistema universitario che sforna quintali di laureati, salvo poi che arriva il cervello in fuga dall'Italia e spezza le reni a tutti. Ok, potremmo discutere sull'evitare queste fughe di questi cervelli, ma non è l'argomento del post. L'argomento del post è parlare a vuoto per abbastanza tempo e poi rimettermi a lavorare.

 La fuga dei cervelli


Che le nostre università facciano il coolo a tutti è conclamato. La nostra preparazione generalista, almeno per quanto riguarda il mio campo di studi, ci rende più versatili e pronti a situazioni impreviste di chiunque altro. L'ingegnere italiano non è uno stronzo che sa tutto di un certo settore, è uno che si ingegna ("ingengere", dice nulla?) a risolvere un problema. In de iùèsséi, per dire, mica si laureano in Ingegneria Meccanica, no. Loro diventano "ingegneri ferroviari". Normale che si presenta un italiano che sa fare le divisioni a due cifre, e scoccia gli ossi a quello che sa tutto di bulloneria e saldatura a filo e niente del resto.

O forse, dopo aver frequentato delle università dove c'è al potere gente che semplicemente punta a non farti laureare, poi ti ritrovi avvantaggiato rispetto a cretini imbambagiti cresciuti col sistema anglosassone dove, a patto di pagare la retta di Oxford, la laurea è un diritto. La CEPU istituzionalizzata, insomma, però con più cultura ed edifici in stile gotico.
 
Che poi, a ben vedere, forse non abbiamo più nemmeno queste università durissime e selettive, o quantomeno questa cosa non è più la regola standard. Cioè, io non sono tanto vecchio, anche se abbastanza vecchio da avere fatto i primi tre-quattro anni col "sistema di una volta", e Cristo, era fottutamente più dura.

Secondo i bimbiminkia diciannovenni che incontro quando torno in facoltà per finire di laurearmi, però, oggi è ancora durissima come una volta. Ok, a costoro e a coloro che la pensano come costoro posso fare la concessione che in alcuni casi si incontrano ancora corsi di laurea progettati per farti mollare, anche se questo dipende solamente dalla città e/o dalla facoltà (intesa come Ingegneria Civile a Perugia VS Scienze Della Puttana Di Tu' Ma' a Canicattì, chiaramente, non certo come Giurisprudenza a Roma VS Giurisprudenza a Firenze, non fate i furbi).

Ma in generale, be', non so come sia andata negli altri atenei, ma nel mio quelli che si sono fatti la riforma del 2000 dal primo anno si sono sorbiti un training che al confronto entrare nei Navy S.E.A.L.S. è roba da checche. Questo perché i docenti, semplicemente, hanno ricondotto 35 esami in 5 anni a 35 esami in 3 anni, spiegando le cose in un terzo del tempo di prima e continuando a chiederti di saperle comunque tutte, quanto e come prima. Poi, visto che la percentuale di suicidi saliva stranamente, hanno aggiustato il tiro.

Una volta, una persona mi ha detto:
Sì, tu ti lamenti, ma sei un giovanotto, ai miei tempi nella mia città era molto più difficile laurearsi perché si faceva lezione nei cinema che mancavano le aule, in segreteria davano notizie parziali e contraddittorie e c'erano 26 esami da dare in 4 anni con libri da sette-ottocento pagine. Ora gli esami sono suddivisi in 3 esoneri e resi blandi al punto che i professori intitolano il loro libro "Ragguagli di..."
Già, ma cosa cazzo mi fregava di fare lezione al Warner Village, se poi l'esame me lo regalavano col 18 politico..? E la segreteria e l'organizzazione burocratica fanno schifo oggi tanto quanto e più di ieri, mi pare.
E soprattutto, con i tuoi 26 esami in 4 anni mi ci pulisco il sedere dopo aver cacato durante la pausa tra la terza e la quarta ora di una lezione del mio corso di laurea da 60 esami in 5 anni (o 35 esami in 3 anni, a seconda di quanto ti piace studiare). Non so di quale facoltà parlasse il tizio, ma cazzo, fosse stata anche Ingegneria Delle Microparticelle Fantascientifiche Applicate al Gran Buco di Culo di Dio, non poteva essere COSI' dura. Non con una media di 6.5 esami all'anno, cazzo. Non li posso sentire 'sti discorsi! C'ho rabbia esistenziale! Di dentro, ce l'ho!

E aggiungo che mi fa incazzare a bestia sentire politici e compagnia lamentarsi del fatto che la nostra università non prepara al lavoro e cazzate varie... La realtà è semplicissima e diversa, ed è la stessa da quando il mio povero nonno è emigrato in Svizzera: il lavoro non c’è, e se c'è fa schifo, e se c'è e non fa schifo è con un contratto Co.Co.Co.Pro.So.No.Mo.Dioilcristo. che scade fra cinque minuti, e per rinnovarlo devi raggiungere il notaio che ti attende al di là di un fosssato pieno di anguille elettriche e squali (elettrici). Squali elettici che hai progettati tu, sei un ingegnere genetico.

Io non penso che si trovino lavori da 900 euro al mese perché l’università ti ha preparato di merda, ma perché qualcun altro ci ha preparato la merda come lavoro.

Un altro mi ha detto:
Per quanto merdoso possa essere il panorama lavorativo, ci sono modi per elevarsi. Ad esempio, fare bene la propria facoltà, studiare davvero. Invece adesso vi parcheggiate all’università fino a trent'anni, per poi lamentarvi che manca il lavoro decente. Incolpate voi stessi.
Bah. Ho un carissimo amico che si è laureato con 106 alla triennale e 110&lode alla specialistica, prendendo 30 praticamente in tutti gli esami, facoltà Ingegneria Civile con specializzazione in Idraulica, e che ha sempre studiato seriamente, difatti è uscito a 26 anni, un anno al CNR... ecco, uno così, se la migliore offerta che trova ad un anno dalla laurea è un lavoro a 150 km da casa a 1.000 euro al mese tutte le spese a suo carico, con chi se la deve prendere? Non amo fare il solito nordista di 'sto cazzo, ma, viste le cose, allora preferisco quei paesi scandinavi nei quali ti "garantiscono" che se ti fai il culo a livello accademico verrai trattato con un minimo di decenza economica.
Anche perché, se mi guardo intorno, vedo che tutti gli ingegneri "arrivati" non sono quelli che hanno studiato tanto, ma quelli che sono stati dei bravi commercianti: clienti, amicizie, parentele, beccare il momento giusto, lavorare bene.
Non svilisco l'apporto personale, ci mancherebbe che dovesse bastare un 110 a garantire il sucesso, però che non si venga a parlare di "impegnarsi nello studio", perché non c'entra una sega.
Ah, se devi prendere la scusa che nella vita saremo sempre scavalcati dai raccomandati, bene, continua pure con la tua filosofia da perdente, vedrai che arriverai lontano.
Tsk. Conosco un sacco di gente che è arrivata lontano senza raccomandazioni e conoscenze, o QUASI senza raccomandazioni e conoscenze, che in Italia è comunque lodevole. Onore ad essi. Non conosco invece nessuno che sia arrivato lontano mostrando in giro il suo 110&lode.

Questo non vuol dire che se esci con 110&lode non sarai nessuno... mica è un demerito. Vuol dire solo che dipenderà da te. DOPO l’università, però, non DURANTE.

 
E soprattutto: squali elettrici.
Ficata cazzo.






02 maggio 2011

Karol Wojtyla è morto da sei anni. Beato lui. [special guest post su UmoreMaligno.it]


Un santo secondo i fedeli, un grande comunicatore secondo i massmediologi e un morto per tutti gli altri: Karol Wojtyla è stato così amato che a volte sembra sia ancora vivo. E invece è solo un tedesco vestito uguale.

Wojtyla nasce il 18 maggio 1920 a Wadowice, ridente cittadina nel sud della Polonia. Fino ad allora. Come molti suoi connazionali è costretto a emigrare in Italia per cercare un modesto impiego da papa. È il 1978: la fortuna vuole che papa Giovanni Paolo I schiatti dopo 33 giorni di pontificato e così per Wojtyla si libera subito un posto.

Da papa, sceglie il nome di Giovanni Paolo II. In parte in onore del suo predecessore e in parte perché il conclave boccia la sua prima scelta: papa Vasco I.

[...]










29 aprile 2011

Questa settimana ti recensisco due film di merda al prezzo di uno



Tiziano Terzani avrà avuto di certo una vita interessantissima, per carità.

Solo che sentirla raccontare male e in maniera noiosa da un vecchio che chiacchiera con Elio Germano che non ha voglia di recitare non è proprio la mia idea di una perfetta serata di Pasquetta/25 Aprile. Visto anche che NON eravamo al multisala e quindi NON c'erano i popcorn caldi appena fatti (AKA l'unico vero motivo per il quale vado al cinema).

Quindi, passiamo a World Invasion, che lì almeno ci sono alieni ed armi da guerra moderna, fuck yeah.

In pratica c'è un sergente vecchio e con una storiaccia di una missione finita male alle spalle, che la mattina corre sulle spiaggia e non ce la fa e allora vuole andare in pensione, e te dici già "See, tanto arrivano gli alieni il giorno prima che vai in pensione e poi riscopri il senso della tua vita combattendo e capisci che solo lottando per ciò che ritieni giusto sei te stesso."

Poi c'è uno che ha perso il fratello in una missione e te dici già "see, tanto tuo fratello di sicuro è morto in quella missione con quello di sopra. E arrivano gli alieni."

C'è un altro che si alza la mattina tardi ed è nel letto con la moglie dopo una scopata sontuosa e si fanno le coccolette e gli scherzini buffini ed è appena stato promosso tenente, e te dici già "See, che palle, si era già visto in Indipendence Day. Ed alzati, coglione, che arrivano gli alieni."

Un altro ancora ha sbroccato di testa dopo l'Iraq, di certo non gli rinnoveranno l'idoneità al combattimento, gli dice lo psicologo, ma te dici già "See, tanto arrivano gli alieni e questi pigliano su cani e porci, per resistere all'invasione, figurati se stanno a vedere questa cazzate da strizzacervelli".

E poi boh, come pheega della situazione c'è Michelle Rodriguez, che onestamente m'avrebbero pure rotto il cazzo a farle fare sempre ruoli da donna soldato cazzuta con due palle così che poi va sempre a finire che le tette non le fa vedere.

Arrivano gli alieni, e come prima cosa capisci subito che sono degli alieni assolutamente con i controcoglioni, questi, perchè tipo ti dico solo che per alimentare le loro macchine della morte usano la fottuta acqua. Cioè, capito?! Gli alieni sfigatissimi di "Signs" potevano essere uccisi solo dall'acqua, ed avevano invaso il pianeta dell'universo con più acqua, pensa che idioti. Questi invece sono millemila anni avanti!

Poi ok, intanto sono invulnerabili, c'hanno delle corazze ultra mega hi-tech e pure sotto quelle hanno la pellaccia durissima, infatti sono vulnerabili in un punto solo che è difficile da colpire. Uno solo di loro scatena un pioggia di fuoco pazzesca, lasciamo stare quando mettono in campo l'artiglieria pesante che lì non ce n'è più per nessuno.

Però - eh - sono i cattivi del film, quindi te lo sai già che un errore lo fanno, e infatti commettono la classica imprudenza di invadere Los Angeles utilizzando un UNICO centro di comando che, guarda caso, se butti giù quello tutte le astronavi cadono giù come le pere mature.
E allora cazzo sì, che tanto te già lo sai, che serve una missione suicida tre contro un miliardo e si va a buttare giù quella cazzo di torre di controllo così poi possiamo pigliarci sedici mesi di ferie.


Nota di colore del film
Per cercare di creare un'atmosfera da "realistic war movie", seppure con gli alieni, i personaggi usano un gergo prettamente militare che, se da un parte contribuisce al "realismo", dall'altra può lasciare un po' interdetto lo spettarore che, vuoi per un motivo, vuoi per l'altro, non abbia mai militato nei Marines Degli Stati Uniti.

"Hai delle NH-27..?"
- Mai uscire di casa senza, signore!
(cos'è una NH-27?)

"Quello è un cannone automatico Bushmasters. Non occore che ti spieghi cosa sa fare, vero figliolo?"
- Nossignore!
(ok, ma se lo spieghi a noi, magari...)

"Abbatti quel drone! Usa il Javelin!"
(che cos'è un Javelin?)
(Poi ho capito che è solo il caro vecchio bazooka. E chiamalo "bazooka", per dio!)




26 aprile 2011

Idea per il prossimo album di Francesco Guccini

Sta per uscire, in esclusiva per Bile RECORDS, il nuovo album di Francesco Guccini, "Il Generale Autunno":



Per la succosa antipicazione sulla tracklist e sui temi delle canzoni, andate tutti su Bile:





Bile, il portale di satira ondivaga che ogni volta che non lo leggi assegna un ministero a Scilipoti.




19 aprile 2011

Vedere un cowboy finto che prende al lazo un vitellino assonnato aiuta a digerire venti grammi scarsi di carne


Giacomino chiama e dice che insomma ci sarebbero le Cantine Nardi che hanno organizzato una giornata di trekking delle vigne e degustazione enogastronomica in quel della loro tenuta dalle parti di Montalcino.
Fingo di non aver sentito la parte sul trekking e prenoto per quanti siamo.

Il titolo evocativo dell'iniziativa è "B&B". Bed & Breakfast? Belli & Bravi? Banda Bassotti? No, Bistecca & Brunello. Comincio subito ad interrogarmi sulle turbe mentali che possano portare un uomo ad accostare del Brunello di Montalcino ad una bistecca,  ma poi mi ricordo del livello medio dei miei lettori e così lascio perdere considerazioni enologiche troppo raffinate.

A partecipare siamo io, la mia Lauretta, il Cava, il Valcio, ovviamente Giacomino con la Ele al seguito, ed altra gente che però non è pezzente.

Arriviamo con calcolato ritardo in modo da saltare il trekking e passare direttamente alla visita alle cantine, che però, visto il divieto di stappare le botti ed attaccarsi alla cannella (dove andremo a finire?), risulta un po' noiosa. Decidiamo così di dedicarci alla vituperata attività fisica di passeggio per le vigne, ma da soli, che io gruppi organizzati e guide non li posso soffrire.

Durante il percorso, non mancano occasioni di blasfemia gratuita:



Rientriamo al casale giusto in tempo per l'ora di pranzo, quindi vai di antipasti con l'angosciante dubbio di aver saltato gli aperitivi. Ci arriva un piatto tutto sommato onesto di affettati ed altra roba, accompagnato da un qualche vino che NON è Brunello, ma mi dico che il Brunello arriverà dopo. Il cameriere, comunque, mi dice che c'è un limite di due bottiglie a tavolo, ed è il primo FAIL della giornata: meno male che Giacomino imbosca un vuoto sotto al tavolo, così possiamo scroccare un terzo passaggio della bevanda.

Arriva poi il primo, delle specie di pappardelle ai porcini, non eccelse, ma nemmeno avvelenate, anche queste accompagnate da massimo due bottiglie, stavolto di Rosso (il Brunello arriverà dopo, continuo a dirmi).

Ma è ormai ora del grande momento, fa la sua entrata trionfale la bistecca! Ove con "bistecca", ovviamente, intendo DUE strisce DUE di tagliata, accompagnate mi pare da una quantità infinitesimale di insalatina.

E, nemmeno il tempo di far palesare il secondo, enorme FAIL della giornata, che il terzo mi arriva in fronte con tutta la sua violenza: entra infatti in scena l'altro protagonista della giornate, lui, messere Brunello di Montalcino... peccato che in questo caso il limite sia abbassato ad  UNA cazzo dico UNA bottiglia per tavolo. Ah, forse non vi avevo detto, finora, che i tavoli erano da OTTO dico OTTO persone.

 Andateci piano, col Brunello,
che quella bottiglia ha da bastare per tutta la sala,
mica lo regalano eh!

 
Ma la fiera del FAIL non finisce qui. No, perché, per qualche imprecisato motivo, lo chef della giornata ci annuncia che ci verrà servita un seconda portata. Rialimento le mie speranze, ma è un tragico error, perché mi vedo arrivare non dico cazzo uno, ma MEZZO cazzo dico MEZZO hamburger di chianina macinata, cotto al sangue e servito dentro mezzo panino da fast food, il tutto ovviamente privo di qualunque condimento che possa mascherare in parte la zingaraggine della situazione.

E' troppo, abbandono il desco disgustato (dopo aver mangiato in tre secondi i sedici grammi complessivi di roba), facendo però in tempo a passare a ritirare il dolce, un gelato dal gusto e consistenza orridi, che mi costa comunque dieci minuti di coda.

Per digerire la montagna di carne ingurgitata, ci rechiamo alla zona del maneggio, dove si tiene un'esibizione di ranch roaping, leggi acchiappare la mandria col lazo. Un cowboy debosciato sta tirando stancamente e per niente cinematograficamente un cappio precario attorno alle gambe di un vitello appena nato di venti chili con evidenti problemi di narcolessia e/o uso di droga. Mancandolo varie volte.

Dichiaro che è il mio limite massimo di sopportazione, e che voglio tornare a casa mia e andare a letto alle cinque del pomeriggio, ma gli altri pretendono di concludere con la degustazione di sigaro e rum anch'essa da programma, così allunghiamo di quel po', poi via davvero.



RESOCONTO DELLA SCAMPAGNATA
Titolo dell'evento: "Bistecca & Brunello"
Bistecca divorata: 0,00 ettogrammi
Brunello tracannato: mezzo bicchiere scarso
Pateticità riscontrata: tra "alta" e "ommadonna datevi fuoco", con picco di "usando il napalm" nel momento del mezzo hamburger




Nella foto, tre cazzoni che pensavano
di andare a pasteggiare a Brunello con 25 euro.
Sveglia, eh.